Storie di piccole gare in un mercato podistico stravolto

Oggi sentiamo la voce di Franco Iannilli – organizzatore della gara “Correndo nei giardini” a Ladispoli.

Ad un anno da l’ultima edizione disputata last minute prima dell’insorgere dell’emergenza sanitaria, a che punto siamo?

Tempo di bilanci e nuove prospettive!

Il 1 marzo 2020 si è svolta la 37° edizione della storica “Correndo nei giardini” a Ladispoli.

Quali sono oggi le sensazioni di quella che poi è stata una delle ultime gare disputate?

Da quella giornata è passato più o meno un anno, ma ci credi che mi sembrano 10 anni? Ricordo che un anno fa i primi “sentori” si erano diffusi già a gennaio/febbraio. Ma questo soprattutto al nord dove alcune gare cominciarono prima ad essere interrotte. Devo dire che noi prima di conferma la gara abbiamo atteso tutte le autorizzazioni necessarie fino a 24 ore prima della gara stessa.

Così ricordo quella giornata. Ci furono circa 400 iscritti. In quel caso avevamo già adottato delle misure straordinarie di sicurezza che in quel tempo sembravano comunque strane e fuori dall’ordinario. C’era stato il distanziamento tra i partecipanti, ristori usa e getta. In questo posso dire che siamo stati precursori.

Quello che però mi ricordo fu quella sensazione strana tra tutti i partecipanti. Come quando stai mangiando qualcosa di buono e sei arrivato alla fine. Tutti stavamo presagendo il fatto che dopo nulla sarebbe stato più come prima. Ed effettivamente sarebbe stato così.

Perché ad oggi, anche pensando di riprendere, di ricominciare difficilmente i  numeri potranno essere quelli di un tempo. Possi dire che la Correndo nei giardini di un anno fa è stata una festa e che da allora, tutto è cambiato.

Ci siamo lasciati così. Ma adesso nel 2021 che prospettive ci sono per la nuova edizione?

Innanzitutto, c’è da dire che tutto quello che faremo, sarà il frutto di opportune valutazioni e verifiche. Siamo in contatto con le Autorità competenti per capire come muoverci. Attualmente l’edizione è stata spostata in Autunno. Ora ovviamente non ci sarebbero state le condizioni per organizzare questo evento.

Quello che si spera è che parallelamente con la campagna vaccinale e con il protrarsi nell’adottare misure di sicurezza, nel prossimo autunno ci saranno le condizioni favorevoli per mettere in piedi il nostro evento. Insomma si spera con i vaccini di tornare piano piano ad una nuova normalità. Nuova perché ovviamente si ripartirà diversamente e con numeri contenuti penso ad esempio ad una nostra gara con 200/300 partecipanti.

Avete avuto questi mesi anche per riflettere immagino su un nuovo assetto, su nuove caratteristiche che avranno le gare podistiche di domani. Giusto?

Esatto. Il primo cambiamento lo abbiamo avuto al nostro interno. Siamo tornati all’organizzazione di “Millepiedi 1978” ora si chiama così l’Associazione che è tornata al nucleo originario della sua formazione allo statuto che l’ha vista nascere. Il nostro cambiamento parte da qui: vorremmo riprendere i connotati della gara di 30/40 anni fa.

Il running come partecipazione, come momento di aggregazione per le famiglie. Il running per tutti dalle famiglie, ai giovani e fino ad arrivare ai più anziani. In secondo piano il discorso dei premi, categorie, coppe e quant’altro ci riporti ad una gara dalla forte connotazione agonistica.

Vogliamo riportare questa gara a come era nata all’origine. Una gara per tutti. Il discorso agonistico va rivisto.

In questo momento molto particolare, parlare di certificazione del tracciato, tempi o altri elementi dal sapore prettamente agonistico rappresentano un costo in più e non ci interessano. Ci saranno altre gare, per chi intenderà partecipare ad una gara con l’unico obiettivo del premio e della posizione in classifica.

Parliamo di costi. L’era post-covid si traduce in un aumento del costo per voi organizzatori, ma anche per i runners?

Faremo di tutto perché questo non accada! Il nostro obiettivo di una partecipazione popolare è volto anche a questo. Questi mesi sono stati un tempo per riflettere, siamo cambiati tutti e cambia anche il focus e l’obiettivo della Correndo nei giardini.

Nel prossimo futuro bisognerà fare i conti con gli sponsor che non ci sono più o hanno possibilità limitate, con i problemi della Federazione.

Insomma tante cose andranno riviste e questa è l’impostazione che abbiamo pensato per la nostra gara.

Siete in contatto con le Società podistiche romane e del Lazio?

Assolutamente sì. Abbiamo mantenuto un filo diretto in particolare con alcune Società come Amatori Villa Pamphili, Podistica Solidarietà, tutte le società di Ostia. Parliamo con gli organizzatori della Roma Ostia. Qua tutti stiamo lavorando alle gare del prossimo futuro. Il mondo è cambiato e anche noi dovremo cambiare ed adeguarci.

A proposito ci saranno delle sinergie tra gare diverse e Società, insomma ci saranno tante novità anche da questo punto di vista. Penso a delle classifiche cumulative tra più gare….iniziative combinate.

Per concludere potrei dire che il podismo aumenterà ancora di più la sua divisione tra il mondo agonistico e quello più “popolare”. Ovvio che il settore dei “non professionisti” avrà delle nuove caratteristiche, si cercherà di contenere dei costi dove possibile. In poche parole tutto cambierà e così bisognerà cercare di evolvere in questo cambiamento!

Chiara Fierimonte

Mamma, runner e scrittrice. Amo la fatica delle lunghe distanze nella corsa. Se siete a Roma mi trovate all’alba sul Lungotevere dove mi alleno nel fascino di questa città. Grazie alla corsa ho imparato a riconoscere e superare i miei limiti, ma su Storie Correnti parleremo soprattutto di voi!