“Si vede che lei fa sport. Che fa, corre?”

Accendo il computer, stamattina fa freddo e pare lento anche lui.

Io, non faccio testo. Bradipo dalla nascita. Me lo hanno sempre detto:

“Sei nata di domenica, sei nata stanca!”

Avevano ragione, hanno sempre avuto ragione. Poi, mentre aspetto che questo aggeggio, nuovo compagno affezionato dell’anno pandemico in corso, si connetta, penso che non è proprio così.

C’è stato un periodo della mia vita in cui amavo fare sport. Dalla pallavolo alla danza classica, al nuoto quasi agonistico.

Poi, il vuoto.

Il mio fisico si è addormentato seguendo una mente che non ne voleva più sapere di sudore, fatica e acido lattico.

Meglio cioccolata, vacanze e musica a ritmo di salsa cubana.

Fino a quando mi sono ritrovata con 50 anni sulle spalle, senza essermene accorta nemmeno per un secondo, e i menischi di entrambe le ginocchia lesionati. Così, tout court!

Mi sono resa conto di quanto la vita provi gusto a sbeffeggiare i poveri umani nel momento in cui l’ortopedico, osservando le lastre, mi ha detto compiaciuto:

“Si vede che lei fa sport. Che fa, corre?”

La mia risposta è stata prontissima:

“Sì, dottore, con la fantasia volo proprio, non corro solamente.”

Dopo, molto più seriamente, mi sono iscritta a un corso di gyrotonic – attività che mi aiuta moltissimo sia per gli allungamenti che per la tonicità – e, vita burlona, durante il lockdown mi sono resa conto che per non dare in escandescenze dovevo impegnare la mente che, intimamente legata al mio corpo, lo ha obbligato a fare ginnastica a casa.

Tre appuntamenti settimanali per tutto il periodo di clausura.

Per me un traguardo.

Da quando sono tornata a una vita un po’ più normale questi appuntamenti non ci sono più e sarei bugiarda se dicessi che mi mancano.

Mi manca, soprattutto, l’altra me.

Quella concentrata sul rispettare l’appuntamento settimanale e ridere con le compagne di corso virtuale.

Perché diciamocelo in tutta sincerità, le palestre a volte non sono fatte per accogliere i sorrisi, sono più che altro luoghi dove sfoggiare mise da sfilata – ma non si deve correre sul tapis roulant? – o rimirarsi allo specchio le rughe rese più evidenti dallo sforzo.

Insomma, a me questo mondo, fatto così, non piace. E adesso?

Adesso seguo il mio corso di gyrotonic, che non lascerò mai più, e ogni tanto mi sforzo di tornare a casa a piedi dal lavoro.

Quando non piove, quando non fa freddo e quando il caldo non è eccessivo.

Fate un po’ voi, che io mi sento già stanca.

 

Cristiana Iannotta