Lezione n. 36: ma come ti vesti?

Quante volte ci siamo chiesti, davanti allo specchio, prima di uscire a correre: ma come ti vesti?

Sembra una domanda buffa e a tratti sorprendente, ma in realtà è molto diffusa nel mondo podistico.

Quando sei neofita il tuo abbigliamento sembra non essere mai corretto: ci sarà sempre chi sosterrà che ti sei coperto troppo o troppo poco, che devi imparare a vestirti a strati d’inverno e a indossare quasi solo mutande (e reggiseno, vi ho beccato+) in estate.

Ma la verità è che anche questa volta si può parlare solo di linee guida, basi generali che trovano di fatto moltissime eccezioni.

C’è da divertirsi, in verità, perché è difficile trovare un runner che si vesta in maniera identica ad un altro nello stesso luogo e nello stesso periodo dell’anno.

Mentre scrivo siamo in autunno e proprio qualche mattina addietro, correndo per la ciclabile a Roma, la mattina presto, mi sono accorta che come sempre: alcuni erano usciti in canotta e mini pants o in pantaloncini e maglietta, altri avevano coperte solo le braccia, con doppio strato a maniche lunghe sotto e a maniche corte sopra, altri ancora erano affondati in cappello e scaldacollo leggero, e infine pochi avevano una giacca tipo vadosullepistedasci.

E tutte queste scelte sono frutto di valutazioni empiriche, dal dito bagnato per sentire il vento, a esco un secondo in balcone, mi affaccio dalla porta di casa, sento in chat che dicono, scrivo alla coach, all’amico, osservo il comportamento del cane, e infine consulto i tarocchi.

Ci saremo cambiati svariate volte nelle nostre prime uscite: cappello non cappello, guanti bo, e il calzino poi, quanto lungo?

E non si saprà mai prima quanto freddo e quanto caldo avremo, almeno non nei primi tempi.
Insomma, dal dettaglio in poi sarà un dubbio perenne, soprattutto nelle stagioni di mezzo.

Purtroppo né Carla né Enzo verranno a supportarci ahimè!

La svolta arriverà quando troveremo una modalità che ci conforta, quando scenderemo a compromessi con noi stessi correndo sicuri che non avremo caldo o freddo, o perlomeno non a causa dell’abbigliamento che abbiamo scelto.

Guardando semplicemente la temperatura esterna apriremo il cassetto giusto e, se non siete come me, avrete già diviso corto, lungo, felpato, leggero, cotone e sintetico.

Sarà interessante scoprire che tipo di runner siamo, anche in base a ciò che sceglieremo di indossare.

Del resto, qualcuno che la sapeva lunga in merito allo stare all’aperto, sosteneva che non esiste buono o cattivo tempo, ma buono e cattivo equipaggiamento (Robert Baden Powell).

Quindi, non resta che correre e correre e ancora correre, e ad ogni uscita sperimentare e imparare qual è il modo di vestire che ci consentirà di andare, senza più domandarsi:

“cosa ti è venuto in mente di indossare????”

In fondo, solo cosi, il giorno della maratona sapremo davvero cosa fare… si spera

Buone corse

PS: c’è una regola che vale per tutti… niente termica o antivento il 15 agosto… al mare … a mezzogiorno….

Vi ho strappato una risata?

Chiara Agata Scardaci