LA VITA DEL PODISTA AMATORIALE

Il podista amatoriale non è pagato da nessuno, anzi, ogni anno, da anni paga qualsiasi cosa giri intorno al running: gare, trasferte, abbigliamento, spese per infortuni e a volte per allenamenti.

Voi direte cosa c’è da amare in tutto questo?

Questo.

Il suo mondo è fatto di FATICA e GIOIA e i soldi sono il mezzo per stare serenamente tra queste due sensazioni.

Il podista amatoriale corre dove nessuno andrebbe mai neppure di giorno, ciò nonostante lui o lei li vedi nella penombra di certe mattine d’inverno con un ghigno sulla faccia che dice tutto.

Il suo cielo non è mai abbastanza nuvoloso da impedirgli un allenamento, non si preoccupa se piove o tira vento, la sua app per capire come saranno le previsioni è la sua VOGLIA DI CORRERE e basta.

Non sopporta gli impedimenti, le gare annullate per maltempo e tutte le scuse del mondo “…ma dove vai che diluvia, fa caldo, fa freddo, è buio, ti alleni troppo”.

Il podista amatoriale in maratona non ha mai una telecamera puntata addosso, dal Verrazzano Bridge ai Champ Elisee passando per via dei Fori Imperiali lui è lì in mezzo a tutti ed è ogni colore del mondo fino all’arrivo più bello.

Sa bene che se MANGIA BENE andrà meglio in strada, ma sa anche che mangiare insieme ai suoi amici dopo una gara lo farà essere più felice, SEMPRE.

La domenica mattina del podista amatoriale è solitudine in casa mentre tutti dormono e da anni rinuncia alla colazione con la famiglia perché quando tornerà dopo il lungo sarà più felice di quando è uscito di casa.

Quando il podista amatoriale taglia il traguardo non c’è più nessuno, ma solo chi lo ama, lo sopporta, e lo sostiene nonostante le fatiche che impone.

Perché chi ama la corsa ama la vita e stare accanto al podista amatoriale è vivere di passioni e sorrisi che poi non è altro che L’AMORE PIÙ BELLO DEL MONDO