La Fabbrica della fatica è il tuo lavoro più bello

Fuori dai cancelli della fabbrica della fatica il cielo è ancora buio. Intorno a te ci sono altri operai che attendono il loro turno, concentrati e con il pensiero al lavoro che li attende.

Con le tue scarpe da lavoro e i polmoni gonfi, varchi il tornello immaginario e ti metti sulla linea di produzione. A terra c’è uno  ”Start” e uno zero scritti con vernice bianca.

La catena di montaggio è il perimetro esterno dello Stadio dei Marmi

Infilerai i giri da seicento metri contando, ogni 100 metri, un intermedio che ti farà viaggiare a 4’27” di media per le 5 di ripetute da 2 km ciascuna.

Nella fabbrica della fatica ogni azione è suddivisa in una misura specifica del tempo.

In tal modo raggiungerai  una valutazione cronometrica del rendimento del tuo lavoro senza sbavature.

Se decidi di entrare a lavorare nella fabbrica della fatica è perché vuoi cambiare approccio al lavoro rinunciando alla tua individualità, solo così troverai la forza nel gruppo.

Perché nella fabbrica della fatica viene applicato un processo su larga scala da cui si ottengono beni che altrimenti non potresti portare a termine da solo.

Fuori dalla fabbrica spendi male le energie e paghi un costo in materie prime troppo alto per te.

Nella fabbrica della fatica ognuno ha un ruolo, tutti sono protetti da un divisa, intorno a te hai una squadra che ti aiuta e ti sostiene.

I tuoi compagni sono adatti al risultato finale. Lavoro ideale dove uno vale uno e dove il gruppo è la forza più grande.

La sola cosa che conta è rispettare il mansionario, e non avere esitazioni nell’incedere. Perché nella fabbrica della fatica i prodotti di successo sono standardizzati e dipende al 100% da te se volerli ottenere, se seguire le regole per arrivare al successo.

Quando lavori sulla tua One best way per restarci sopra devi eliminare tutti i movimenti falsi, lenti, imprecisi e inutili e usare al meglio i tuoi utensili.

Devi restare compatto con chi corre accanto a te, senza dare fastidio a nessuno, oscilla le braccia e falle spingere, vola coperto per 70% della visibilità, sfrutta la scia simbolica del gruppo.

Il passo deve essere lungo, lo sguardo rilassato e le spalle agevolano le braccia. Respira e rulla bene il piede.

Il semilavorato che stai costruendo lo ottieni solo eseguendo tutte le operazioni del ciclo produttivo al meglio.

Curane la forma perché non c’è prodotto che non la richieda, sapendo che anch’essa fa parte del contenuto.

Il volano che ti porterà al prodotto finito sarà solo una volontà di ferro.

Senza dimenticare il piacere di mettere in atto un principio semplice quanto universale: dai il meglio di te e i frutti arriveranno.

 

Marco Raffaelli