Di cosa parli quando parli di corse?

E’ un lavoro che parte dalle storie e arriva ai successi, passando dentro piccoli segreti, giungendo a volte alle disfatte.  Dopo tanti anni di articoli sul magazine Correre raccontare il nostro sport può sembrare sempre più difficile. Serve saper ascoltare la strada, seguire come cambia il passo sapendo che dentro ogni vicenda c’è sempre un po’ di noi.

Le vicende che narriamo vedono gli eventi, le gare, le squadre, le storie di traguardi bellissimi e allenamenti estenuanti ma dentro a tutto c’è la voglia di vivere la fatica consapevoli che ci stiamo prendendo cura di noi.

L’azione ripetuta di un passo dopo l’altro, la ritualità delle stagioni, c’è chi si adegua, chi vive in un atto rassicurante, come quel primo passo al mattino sotto casa.

Poi ci sono coloro che devono viverla in un rapporto tormentato, passando per momenti altissimi con successi incantevoli, arrivando a fallimenti clamorosi, e dietro ogni attimo c’è la certezza di aver fatto tutto bene o tutto rovinosamente sbagliato.

Il nostro rapporto con la corsa è un dialogo intimo, dentro ci mettiamo i nostri più oscuri silenzi , i segreti, le paure e le frustrazioni. Manifestazione che solo lo sport riesce ad avere con la nostra anima.

Ecco di cosa parli quando parli di corse, scovare i dialoghi tra noi e la strada. Per ogni intervista, dai più veloci a chi resta al margine delle gare, ma che grazie a loro le gare si possono svolgere, si percepisce un movimento interiore che fa scorrere il crono e la strada in un sincro perfetto.

Con questa magia non potrai mai dire basta alla voglia di sentire chi parla un linguaggio a volte intimo, ma spesso ecumenico. Qualsiasi cosa farai, in acqua, su strada, e chiunque sarà il tuo avversario, ricorda che sei tu come in nessun altro contesto.

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso