Ciclismo tattico urbano – Episodio 4: il “Piove”.

Nella prima puntata di questa miniserie a pedali abbiamo calato l’asso di cuori del “Come” andare in bici: come affrontare un ostacolo, quali abilità acquisire, come far fronte ma anche prevedere i comportamenti degli altri utenti che condividono con noi la stessa strada.

Nella seconda puntata abbiamo scoperto la seconda carta: l’asso di quadri del “Quando”. Abbiamo imparato che freddo, caldo, distanza sono falsi problemi divenuti, nell’immaginario collettivo, insormontabili “scomodità” per lo più a causa di una vita fin troppo sedentaria anche per le scelte di trasporto finora fatte.

Nella terza puntata abbiamo affrontato la piaga dei furti che così fortemente è ostacolo della diffusione della ciclabilità tanto quanto la mancanza di infrastrutture riservate.

Abbiamo suggerito esperienze personali non volendo imporre comportamenti.

In questa puntata sveliamo la quarta e ultima carta, l’asso di picche:

il “Piove”.

Innanzitutto diciamolo chiaramente: l’asso di picche, ci ricorda il più famoso due di picche che nell’immaginario collettivo, non ha mai dato l’impressione d’essere proprio quello che ci aspettavamo per chiudere bene una partita: eppure per avere un bel poker in mano si rende necessario e mostra così tutta la sua inaspettata bellezza, proprio come la pioggia!

 

 

Accidenti piove!

E’ lunedì mattina e proprio quando abbiamo deciso che insieme alla dieta avremmo cominciato a usare la bicicletta per andare a lavoro, ahimè piove.

Quale migliore occasione per verificare sul campo come comportarci?

Da bambini, come da adulti, la pioggia e le sue pozze hanno sempre avuto un loro intimo, inconfessabile fascino: basta organizzarsi!

Innanzitutto con la pioggia è necessario adottare ogni cautela nell’affrontare il percorso mettendo in pratica alcune precauzioni facilmente intuibili.

Farsi vedere.

Prima ancora di affrontare come proteggersi che verrebbe naturale in caso di pioggia è indispensabile innalzare il “livello Psyco” che è in noi e che abbiamo spiegato nella prima puntata del Come:

interagire con gli altri utenti della strada e rendersi visibili ancora di più di quanto abbiamo imparato a fare in caso di giornate senza pioggia.

Le luci.

Nella dotazione obbligatoria del “velocipede” (ebbene si il legislatore lo chiama ancora così), ai sensi dell’art. 68 del Codice della Strada, insieme a campanello, catarifrangenti alle ruote (o bande riflettenti nei pneumatici), anteriori, posteriori e sui pedali, vi sono le luci, che andrebbero obbligatoriamente usate in tutti i casi di scarsa visibilità.

Tenerle accese aumenta di molto, anche di giorno, la vostra visibilità nei confronti degli altri utenti e diventano fondamentali sotto la pioggia, come in tutte le condizioni di scarsa visibilità.

Di solito un buon kit di luci anteriori/posteriori ha diversi modi di funzionamento: impostarle in modalità lampeggiamento aumenta l’attenzione degli altri utenti, come pure l’autonomia, dimezzando con la fase intermittente, il loro tempo di accensione.

Scegliete un kit di luci che siano ricaricabili attraverso un comune cavetto miniusb da cellulare e che siano facilmente amovibili dalla bicicletta affinché possiate facilmente staccarle in caso di sosta per evitarne il furto.

Un discreto kit di luci anteriori e posteriori costa intorno ai 20 euro.

Porre attenzione che rispettino l’omologazione almeno di un ente di trasporto europeo.

Kit luci ricaricabili

 

Giubbino ad alta visibilità.

Il giubbino riflettente è utile in tutte le condizioni di scarsa visibilità, come in caso di pioggia ed è, tra l’altro, obbligatorio indossarlo ai sensi dell’art. 182 comma 9 bis del Codice della Strada:

  • quando si percorrono strade extraurbane (solo notte)
  • quando si percorrono gallerie o tunnel, sia di giorno che di notte e anche in città.

Per ”notte” si intende mezzora dopo il tramonto e mezzora prima dell’alba.

In alternativa al giubbotto rifrangente possono essere indossate le bretelle che hanno anche l’indubbio vantaggio di occupare pochissimo spazio quando ripiegate e di essere facilmente indossate sopra ogni indumento. Entrambi i dispositivi di sicurezza devono rispettare la normativa EN471 e riportare il marchio CE.

Giubbino e Bretelle ad alta visibilità

 

Aumentare l’attenzione.

Pedalare durante la pioggia comporta innalzare ancora di più il livello di attenzione nei confronti di tutte le normali situazioni di pericolo.

Con il fondo reso sdrucciolevole dalla pioggia si consiglia di mantenere una velocità moderata che ci consenta di rallentare dolcemente piuttosto che andare veloci e rischiare di dover frenare bruscamente con il pericolo di scivolare a causa del bloccaggio delle ruote.

I freni, con forte pioggia, hanno un’aderenza minore: di tanto in tanto tenete leggermente frenato per pulire le piste dei freni da fango e pioggia, accorgimento utile sia con freni a disco che con freni a pattino.

Hugh Boneville interpreta Ian Fletcher a capo del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Londra 2012, nella famosa serie TV Twenty Twelve (BBC 2011)

Fare attenzione sempre, ma sotto la pioggia ancor di più, al passaggio sopra ogni superficie metallica che siano rotaie, griglie, tombini.

Anche la segnaletica orizzontale può essere pericolosa come per esempio le strisce pedonali dipinte con quella particolare vernice plastico/gommosa.

La stessa vernice bicomponente viene recentemente impiegata anche nella realizzazione o manutenzione di piste ciclabili o ciclopedonali: fare attenzione e semmai, senza che si arrechi pericolo ad altri utenti, testate la sua aderenza in condizioni di sicurezza.

Fare attenzione anche alle pozze che si vengono a creare: evitatele se potete perché potrebbero nascondere dalla vista insidiose buche.

 

Proteggersi dall’acqua

Muoversi in bicicletta, diversamente dagli altri mezzi di trasporto, ci pone a diretto contatto con l’ambiente e le sue condizioni, anche climatiche.

Durante le giornate di pioggia evitate di indossare abiti e pantaloni dai colori tenui: le gocce di pioggia sono molto più visibili che non se indossate degli abiti scuri.

Per affrontare la pioggia vanno bene tutti quegli indumenti antipioggia che ci ritroviamo tutti in casa, sepolti nel cassetto delle cose da tirar fuori appunto quando….piove!

Si ma cosa abbiamo?

Un keeway, l’incerata di quando andavi in scooter, la mantellina della Roma-Ostia (ehm, questa è una chicca solo per pochi eh! J).

In emergenza va bene tutto!

 

Ma, se pensate di attrezzarvi in anticipo per una giornata che non promette bene e siete ormai dei provetti ciclisti urbani, piuttosto che indossare indumenti antipioggia rimediati qua e la, scomodi e che non aiutano di certo a smaltire il calore mentre pedalate valutate l’acquisto di un poncho.

 

Facilissimi da indossare, vengono prodotti anche in colori vivaci e consentono di proteggere dalla pioggia anche un eventuale zaino sulle spalle.

La sua conformazione così ampia protegge anche le gambe dalla pioggia verticale, un po’ meno le scarpe quando poggiamo i piedi in terra durante le fermate.

Il poncho lascia libero il movimento delle braccia e protegge senza sigillare, evitando di farci sudare con la sua conformazione che facilita lo smaltimento e il ricambio d’aria.

Se indossate un casco ci sono alcune versioni specifiche per l’uso in bici che sono dotate di un cappuccio appositamente molto ampio tale che possa coprirlo, altrimenti esistono dei cappucci da indossare sopra il casco.

Alcuni produttori realizzano dei poncho in tessuto trasparente: difficili da trovare la loro trasparenza consente di emettere la luce di una fonte luminosa altrimenti coperta dal sacco colorato.

I poncho si richiudono in comodi sacchetti che potrete portare con voi in borsa.

 

 Tucano Urbano – Poncho antipioggia “La Garibaldina” della Tucano Urbano.

 

In caso di emergenza sono utili anche quelle leggere mantelle di plastica trasparente pronte all’uso.

Ma, se si mette male…

Se la pioggia ci prende all’improvviso o se non ce la sentiamo di affrontare un temporale perché non siamo attrezzati, dobbiamo ricordare che abbiamo già con noi l’asso di quadri in mano e le sue abilità acquisite nella seconda puntata del “quando”:

L’intermodalità!

L’intermodalità è l’unione di due o più mezzi di trasporto per compiere un tragitto.

Nella città di Roma a partire dalla Fase 2 dell’emergenza Covid-19, grazie al sollecito delle più importanti Associazioni di Ciclisti Urbani come Salvaiciclisti Roma, è stata ampliata la possibilità di trasportare la bicicletta tutti i giorni e senza limiti di orario su bus, tram e metro.

Il costo del biglietto per il trasporto bici corrisponde alla normale tariffa e si somma a quello per la persona, mentre è gratuito per chi è abbonato Metrebus (pag.12 Regolamento di viaggio).

La bicicletta pieghevole (chiusa) viaggia sempre gratuitamente al costo della sola tariffa per la persona.

Anche sui treni regionali, gestiti da Trenitalia, è possibile trasportare la bici con un supplemento giornaliero di euro 3.50 (valido per le 24 ore) o, se unica tratta, pagando un ulteriore biglietto per la bicicletta come se si trattasse di un passeggero.

Ricordiamo che in ambito urbano la tariffa per l’anno in corso 2021 per i treni regionali laziali è di 1 euro a corsa, pertanto valutate bene se vi convenga pagare la singola corsa o l’autorizzazione al trasporto valida 24hr. (anche sui regionali la bici pieghevole viaggia sempre gratuitamente).

La possibilità di salire con una bici tradizionale deve sempre essere commisurata alle condizioni di trasporto tali che non si arrechi disagio o danno agli altri passeggeri e può essere vietata dal conducente o capotreno.

Medesime condizioni di viaggio si possono trovare in altre città italiane, basta consultare la pagina web del regolamento di viaggio dell’azienda di trasporto locale.

Il trasporto sui treni regionali dipende dalle convezioni con gli organi di governo delle regioni: alcune regioni lo hanno reso gratuito come per esempio Abruzzo, Basilicata, Liguria, Marche e Sicilia.

 

Pioggia, che si fa?

La pioggia è uno di quei falsi ostacoli abituati come siamo a vivere protetti da abitacoli e protezioni varie: del resto, riflettendo, non siamo idrosolubili!

Certamente pedalare con un forte temporale in corso non è mai conveniente ancora di più se lo facciamo nel tragitto di andata verso la nostra destinazione.

Sulla via del ritorno invece, consapevoli di un confortevole arrivo, potrebbe essere un’esperienza anche divertente e che ci fa tornare un po’ bambini.

In entrambi i casi è comunque consigliabile aspettare che l’evento si calmi e, nell’attesa, proteggerci con quello che abbiamo.

Termina così la miniserie Come, Quando, Fuori, Piove.

Abbiamo ora quattro assi in mano ognuno con la sua particolare ed emblematica unicità.

La mia esperienza non vuole essere assolutamente d’insegnamento ma un esperimento di condivisione.

Sono certo e sicuro che ognuno di noi sulla propria strada abbia incontrato alcune delle difficoltà affrontate e risolte con soluzioni decisamente diverse da quelle esposte, proprio perché la bicicletta, oltre che essere uno straordinario mezzo di trasporto che da più di 100 anni ci dona libertà di movimento e benessere, è un’estensione della propria personalità, fatta ogni giorno di Cuori, Quadri, Fiori e, a volte, anche di Picche.

Buona bicicletta a tutti.

Marcello Perotta per StorieCorrenti 2021.