Sono mesi che ho rinunciato al parrucchiere e all’estetista, ma non di correre. Le scarpe le compro su Vinted, da chi ha sbagliato numero, modello, colore: vado avanti così da due anni.
La naspi non è facile da accettare, né da spiegare. Ma alla mia età, con i turni di notte da Amazon e senza più il tempo per costruire uno stipendio decente, non ce la faccio.
Allora corro. Corro per non pensare: quando chiama la banca, quando i ragazzi devono andare in gita, quando le spese sembrano non finire mai. I libri di scuola, lo sport di Francesca, le ripetizioni di Diego, le feste di classe.
Come cazzo fa la gente a tenere insieme tutto? Io non ce la faccio.
Eppure non sono sola. Ho il mio gruppo di allenamento, la squadra che mi aiuta economicamente anche con i pettorali. E lì sto bene. Mi basta poco, e con poco riesco a fare tanto. Basta il mio sorriso, quando torno dalle corse all’alba.
Passerà questo brutto momento.
Non me ne vogliate: se lo racconto è perché so di non essere l’unica.
Buone corse a tutti.





