Mentre andavamo verso la spiaggia, subito dopo la mezza maratona di Orbetello, ci siamo detti ridendo: “Ci ha messo meno Sebastian Sawe a finire la maratona di Londra che noi a chiudere i 21 km del giro della laguna”.
E in fondo è così. Il mondo è fatto di mondi diversi, lontani tra loro, uniti però dalla bellezza di uno sport che, proprio ieri, ha spostato un po’ più in là il limite umano.
Possiamo dirlo senza esitazione: c’è un prima e un dopo.
Il prima si era fermato a 2h00’35”, il limite inciso nel tempo da Kelvin Kiptum a Chicago nel 2023.
Il dopo, invece, ha preso forma sulle strade della Maratona di Londra, dove Sebastian Sawe ha fatto qualcosa che fino a ieri apparteneva più al desiderio che alla realtà: correre una maratona ufficiale sotto le due ore.
1h59’30”.
A proposito anche il secondo arrivato, Yomif Kajelcha è andato sotto le due ore per 20 secondi scarsi. E il terzo 2:00:29, sotto il precedente record di Kiptum. In pratica in 1 minuto sono stati corsi i 3 tempi più veloci di sempre.
E poi ci siamo noi.
Anche per la nostra scampagnata podistica c’è stato un prima — fatto di fatica, di impegno, di chilometri messi uno dopo l’altro — e un dopo che sapeva già di inizio estate, sulla spiaggia della Feniglia, con il sale sulla pelle e le gambe ancora piene di corsa.
Era esattamente così che volevamo vivere questa gara: bellissima, con quel gusto organizzativo che profuma di spontaneità e autenticità, proprio come questi luoghi. Un percorso immerso nella natura, i passaggi nella pineta della Feniglia che sembrano curarti — lo spirito e il corpo accaldato — passo dopo passo.
Non abbiamo fatto record, non siamo stati perfetti.
Ma il clima, quello sì.
Amichevole, leggero, scanzonato.
Da veri campioni del mondo.







