Una grande festa dello sport, certo, ma soprattutto una giornata straordinaria all’insegna dell’inclusione di quelle che non si dimenticano facilmente.
Per noi MaratonAbili è stata questa la Maratona di Rimini, una esperienza intensa e coinvolgente in cui, presenti con 16 carrozzine e circa 100 spingitori tra maratona e mezza, insieme a tanti sostenitori e alle famiglie dei nostri Capitani, abbiamo portato nella cittadina romagnola la nostra inconfondibile onda arancione, un’onda fatta di energia, sorrisi ed emozioni.
Festosi, rumorosi e colorati come sempre, siamo stati ancora una volta le gambe di chi, per un motivo o per un altro, non può correre in autonomia dimostrando che l’inclusività, anche nello sport, è una cosa possibile, reale e fattibile.

Rimini, che da tradizione ospita il raduno nazionale degli spingitori, è stata anche un’importante occasione di incontro con le altre associazioni impegnate nella corsa inclusiva, un momento prezioso per condividere esperienze, confrontarci e iniziare a costruire un percorso comune capace di metterci in rete e di sostenerci a vicenda in un ambito che, nonostante i progressi, incontra ancora qualche ostacolo ma che, lavorando insieme, possiamo rendere sempre semplice.
Durante la presentazione degli spingitori del sabato pomeriggio abbiamo poi vissuto due momenti particolarmente significativi per noi e per tutta la comunità degli spingitori.
Il primo, più intimo ed emozionante, è stato la condivisione del “Manifesto degli Spingitori”, non un semplice testo ma una visione condivisa, un’identità, un modo di essere prima ancora che di correre. Lo abbiamo voluto consegnare simbolicamente a tutti proprio perché appartiene a chiunque scelga di mettersi a disposizione degli altri, al di là dell’associazione di appartenenza o del colore della maglia, perché in quel momento eravamo tutti una sola voce.

Il secondo momento è stato quello della festa, quando abbiamo fatto ballare tutto il Villaggio Maratona che si è acceso sulle note di “UACCA UACCA”, la nostra canzone che prende il titolo dal nostro storico motto, quel “UACCA UACCA” che da sempre ci accompagna e che anche a Rimini abbiamo ripetuto, chilometro dopo chilometro, lungo tutta la maratona e la mezza, trasformando ogni metro in una esplosione di energia da vivere insieme.
Al traguardo, come sempre, abbracci, sorrisi e anche qualche lacrima come sempre accade, quelle che arrivano quando le emozioni non si riescono più a trattenere.
E soprattutto la consapevolezza di aver condiviso, insieme ai nostri Capitani, alle loro famiglie e a tutti coloro che erano con noi, una giornata capace di lasciare il segno, dentro e fuori dal percorso di gara.
Roberto Cespi Polisani






