Le parole sono importanti: evitare il wordstyle!

Un tempo c’era Nanni Moretti. Rifletteva, con ironia e acume, su luoghi comuni linguistici e non, evidenziando i vari “trend negativo” o espressioni come “un matrimonio in rovina”, portatori ignobili di espressioni convenzionali e imitative, spia evidente di un pensare non pensato, di un eloquio rovinato in partenza, di una comunicazione ad alto tasso di banalità, ipocrisia, boria e noia. Ora il panorama, però, sembra ancor più devastante. Il wordstyle ci insegue, ci pedina, ci accerchia e ci invade.   Difendiamoci!

Da una conversazione per strada.

I parlanti possono variare dai 12 ai 48 anni, il risultato non cambia.

No, vabbe’, non ci credo!

L’ha detto per davvero?

Noooooooo   ( lungo, lungo, super lungo, ancora più lungo… )

Ti giuro, e io così! ( espressione basita, prolungata all’inverosimile a mostrare un eccessivo sbalorditivo moto di sorpresa )

Uno, dieci, cento, mille post.

Su vari tipi di social si rincorrono modi di dire ormai lisi e che denotano la strenua ricerca dell’omologazione non solo del lifestyle ma del wordstyle, se possibile concetto questo ancor più penoso del primo! Anche in questo caso non c’è età per la quale non si abbia l’età ( di scrivere simili schifezze ).

Ho fatto aperitivo ( aperitivo time ) e ho mangiato come se non ci fosse un domani. C’era di tutto e di più.

Ci sono certi locali che non hanno prezzo.

Per tutto il resto c’è… un altro locale!

Un locale che spacca… ne abbiamo?

Se lo trovi, hai vinto!

Io l’avevo trovato, era un palazzo in centro con due o tre appartamenti sfitti di cui la portinaia ha le chiavi ma ieri è morto il padre della portinaia.

R.I.P.

Che la terra ti sia lieve! E adesso… merenda time! Falla girare!

Da una conversazione in salotto.

Qui il parlante, persona distinta e stimata nel suo ambiente lavorativo, con una posizione sociale spesso invidiabile vuol far notare, con locuzioni molto appropriate e soprattutto originali, quanto sia “dentro” gli anni che sta vivendo, non allontanandosi neanche per un attimo dalle parole che “sente in giro”. Da notare l’odiosa presenza dell’ “ e quant’altro” a riempire un vuoto semantico e del “piuttosto che” non avversativo. Non se ne può veramente più.

Ho specificato che volevo delle garanzie circa alloggio, vitto e quant’altro     ( ovvero? Cosa ? )

E che potevo andare indifferentemente a dormire in hotel piuttosto che in un bed and breakfast piuttosto che da un affittacamere, per me è uguale…

E loro mi hanno detto: ma non puoi fare tutto in un giorno, vai e torni, prendi un Frecciarossa e stop?

( ma non era una posizione sociale invidiabile? )

E io: ma anche no, capito come? Roma Milano in un giorno è poca roba! Io dico boh!

Se conoscete altre locuzioni insopportabili, modi di dire da schiaffo immediato in faccia, parole che fanno della banalità la loro bandiera… non esitate a suggerircele, purtroppo la lingua è in costante involuzione…

Esattamente come i cervelli!

 

Elvio Calderoni