La parola alla rete per capire il running di oggi

A storiecorrenti abbiamo sempre fatto tesoro della rete, in ambito professionale e sociale. Adesso più che mai c’è bisogno di capire cosa sta accadendo fuori casa e nel mondo del running.

Lo facciamo con chi conosce le dinamiche della rete, sa interpretarle e vi ha creato intere comunità con cui dialoga ogni giorno.

Sono i migliori blogger in circolazione.

Negli ultimi 10 anni hanno tracciato una strada che prima non c’era nel mondo dello sport amatoriale, interpretando i bisogni, raccontando mode e modi di vivere il running.

A ciascuno di essi abbiamo posto tre domande sulla situazione che stiamo attraversando.

Cristina Turini – Runandthecity

Cosa ti ha deluso: Sai bene che i social amplificano comportamenti negativi. I diversamente intelligenti, in questo periodo difficile, si sono fatti strada cercando di arrivare per primi (guai a togliergli il podio), con denunce pubbliche di runner in strada o anche persone normali, fotografate e massacrate sui social senza alcun rispetto. Un continuo tentativo di mettersi in mostra senza etica e integrità con dei j’accuse ingiusti e fuori luogo, in un periodo storico in cui siamo tutti più soli e più che mai abbiamo bisogno degli altri. Diciamo che da alcuni me lo aspettavo, ma da altri no. Del resto le situazioni difficili mettono in mostra ciò che davvero siamo.

Cosa ti ha sorpreso: Mi ha sorpreso la solidarietà e questa vicinanza (a distanza) che trovo negli sguardi e nei sorrisi di sconosciuti che incontro per strada. Questa pandemia ci ha messo tutti sullo stesso piano, senza distinzioni, tirando fuori le nostre emozioni e le nostre debolezze. Alla fine siamo ancora umani, e la catena di solidarietà che si sta muovendo nell’emergenza è commovente. Meritiamo tutti una vita migliore.

Hai un’aspettativa quando sarà tutto finito? Non so cosa succederà. Ma ci sarà sicuramente una vita nuova per me, con priorità e valori differenti. Vorrei riabbracciare tutti coloro che amo. Voi di storiecorrenti compresi

Simone Cellini – Runner451

Cosa ti ha deluso: Deluso, ma non meravigliato, l’incapacità di stare davvero uniti. La querelle del poter correre o meno, sui cui non sono volutamente entrato, è stata affrontata da presupposti sbagliati, da entrambi i fronti. Parlando di chi si professa sportivo. Da una parte chi, convinto che nel nome della “giustizia” si possa dire e fare tutto, ha dimostrato violenza in più modi, un’energia nel voler mettere alla gogna chi ha continuato a fare sport. Dall’altra chi ha continuato a fare sport come prima, senza darsi dei limiti. Ho sempre avuto amore per la giustizia e mai sopportato i giustizieri, come non ho mai sopportato gli egoisti. Ovviamente, quando parlo di “continuare a fare sport” mi riferisco a chi si è mosso nel rispetto delle regole e soprattutto tutto rispettando il vero distanziamento sociale, che va a molto di più del metro di cui si parlava. Tutti, in queste situazioni, dobbiamo rinunciare a qualcosa per il bene della collettività e dall’altra parte dovremmo maggiormente comprendere le situazioni ed evitare di sentirci autorizzati a condannare o fare la morale.

Cosa ti ha sorpreso? Io gestisco una community nei miei servizi, di persone di tutta Italia. Ho introdotto una novità in questa situazione di emergenza, allenamenti video in diretta, indoor. Quello che mi ha felicemente sorpreso è il contrario del punto precedente, la capacità di stare uniti. Persone lontane, che una o due volte al giorno si ritrovano su ZOOM per allenarsi insieme, ma soprattutto per divertirsi insieme, che sono stati capaci, anche senza conoscersi, di essere un gruppo unito, farsi forza ed essere “meno soli” (che è un tema poco affrontato, ma è e sarà un grosso problema).

Non so poi se mi abbia sorpreso, ma ho davvero apprezzato l’esempio degli atleti professionisti allo spostamento di Tokyo 2021. Si pensa che sia scontato, ma qui parliamo di gente che per 4 anni lavora per quell’appuntamento. Non so se nella loro cameretta si siano fatti un pianto (che ci starebbe), ma la loro reazione è stata esemplare e da cui tutti dovremmo prendere spunto

Hai un’aspettativa quando sarà tutto finito? Aspettative molte. Spero intanto si sia capito quanto le politiche debbano essere lungimiranti e quanto investire sulla ricerca sia non importante, ma fondamentale, anche per l’economia stessa. Basta solo “qui e ora” e guardiamo al futuro. Per quanto riguarda il mondo del running mi auguro che non si segua più la strada della esasperazione (sia per chi pensa solo a quello, sia per chi è polemico) e che, cosa che secondo me nel nostro paese ancora non si comprende appieno, fare sport non è solo un hobby, ma fa parte di uno stile di vita, uno sano stile di vita, quindi senza esagerazioni, ma senza pensare che sia solo un gioco, per quanto giocare sia importante.

Carlotta Montanera – Runningcharlotte

Cosa ti ha deluso? Mi ha deluso il “popolo dei runners”. Noi, io in primis, abbiamo sempre parlato di noi stessi come di una comunità. L’idea principale che ha portato molte persone a correre è sempre stata “correre mi ha insegnato i valori della fatica”. Da sempre parliamo di amicizia, di umiltà e di “terzo tempo” come i veri punti fermi dell’essere runners.

Oggi io non vedo traccia di questa comunità se non nel dare torto o ragione a qualcuno creando delle fazioni. Questo atteggiamento non è quello che desidero nel mondo dello sport. Lo sport è rispetto e lealtà, nello sport l’insulto e l’aggressività sono banditi.

Cosa ti ha sorpreso? Mi ha deluso e anche sorpreso l’atteggiamento iniziale verso la corsa. Ho sempre interpretato la corsa come un privilegio, mai come un diritto e sono tutt’oggi di questo avviso. Correre per me è un momento di gioia, un regalo. Sono grata al mio corpo perché me lo permette e al paese in cui sono nata che lo annovera tra le attività che si possono fare (per una donna non sempre è così). Per questo stesso motivo oggi non corro, perché non riuscirei ad assaporare questi sentimenti felici e grati. Ho visto invece che per molti la corsa rappresenta innanzitutto un diritto inalienabile e poi una fuga da qualcosa. Chi fugge dalla famiglia, dalla moglie, dagli impegni, dalle tristezze. Per me è stato un momento iniziale, poi la corsa stessa mi ha aiutata a ritrovare equilibrio e la mia fuga si è arrestata. Credo che noi “coach” dovremmo, quando torneremo a correre, considerare questo pensiero comune.

Hai un’aspettativa quando sarà finito tutto? Mi lego a quanto detto prima. Spero, quando tutto finirà, che non torneremo esattamente alle nostre abitudini.

Quello che reputo importante per il futuro è far passare il concetto che correre è un vero privilegio e deve essere guidato dalla gioia e dall’equilibrio. Chi come me segue gruppi di runner negli allenamenti dovrà ritagliarsi delle sessioni di coaching per insegnare un rapporto equilibrato e sano con lo sport che ci porti a valorizzarne gli effetti mentali positivi.

L’altra aspettativa è che mi auguro che tutti coloro che in questo periodo hanno marciato e guadagnato aizzando le polemiche perdano il loro seguito. Mai come oggi vedo chiaramente come l’odio istighi l’odio. Tutti coloro che hanno pensato di poter in qualche modo trarre profitto dal creare un clima polemico nel mondo della corsa spero riflettano e si moderino.

Roberto Nava – Runlikeneverbefore

Cosa ti ha deluso? L’argomento non è certo facile, soprattutto quando si parla di sport e attività fisica. Due strumenti fondamentali per mantenere l’equilibrio psicofisico e per continuare a tenere la mente lucida. Purtroppo però questo costante bisogno di sport e di adrenalina ha fatto sì che in molti reagissero con grande e grave ritardo a questa emergenza. In tanti, troppi, in qualche modo hanno usato l’interpretazione della norma per ritagliarsi un piccolo “giardino” di libertà personali. Sia chiaro, io sono favorevole allo sport e alla corsa, ma credo che ci sia un limite dettato dal buon senso e dal rispetto verso chi sta subendo una grave tragedia familiare. Questo non significa smettere di fare sport. Non significa non concedere libertà ai cittadini e ai tanti sportivi che vogliono continuare ad allenarsi. Faccio però un appello a un uso più consapevole dei social, più responsabile. Alleniamoci a casa, facciamolo divertendoci. Postiamo una foto, ma cerchiamo di evitare estremisti e comportamenti radicali.

Cosa ti ha sorpreso? Per contrapposizione, la cosa che mi ha più sorpreso è stata la velocità con la quale molti si siano adeguati a questa nuova situazione, a questo nuovo modo di vivere lo sport. Ho visto tante, tantissime dirette e tanti coach e trainer – alcuni davvero in gamba – proporre lezioni gratuite e seminari sullo sport. Mi piacerebbe che questa professionalità in qualche modo possa essere premiata, così come penalizzato il bisogno dettato dall’egocentrismo di alcuni autoproclamatosi “allenatori” e “specialisti del fitness” che senza alcun titolo si sono trovati a dispensare consigli molto spesso errati che nel tempo potrebbero portare a difetti di postura e piccoli infortuni.

Hai un’aspettativa quando sarà tutto finito?

Se parliamo di eventi sportivi, credo ahimè che i tempi saranno più lunghi del previsto. La stagione autunnale probabilmente darà il via alle prime attività e ai primi eventi di massa anche se penso che “il grosso” degli eventi non arriverà prima della primavera 2021. Saranno sicuramente tantissimi quelli che vorranno tornare a correre dopo questo stop forzato. Ma mi piacerebbe pensare che anche il mondo del running possa cambiare in meglio, con nuove regole e più rispetto tra i partecipanti. Molto spesso l’egoismo dettato dalla competitività ha rovinato questo bellissimo sport e causato danni irreparabili. È arrivato il momento di porre rimedio e cercare di proporre nuove formule e nuove regole per uno sport più consapevole e più vicino alle esigenze dei tantissimi amatori.

Karen Pozzi –  Karenpsport

Cosa ti ha deluso? Mi ha deluso la facilità con cui puntare il dito e la totale mancanza di empatia nel capire le situazioni altrui, alcune davvero pesanti. Ma soprattutto chi ha continuato a parlare solo per accusare o giudicare. La presunzione di sapere tutto senza sapere niente. Il passare il tempo commentando post altrui.

Fomentando polemiche senza senso. L’incapacità di stare in silenzio. In questo momento sono tutti online e qualsiasi cosa può influenzare i comportamenti altrui, bisogna valutare bene cosa dire. Mi ha deluso il tutto contro tutti e la necessità di trovare sempre la causa e l’untore a tutti i costi: come il runner o i cani. Mi hanno deluso anche le critiche verso il governo, chissà che bravi sarebbero stati tutti i criticoni a dover fare delle scelte in questo momento!

Cosa ti ha sorpreso? mi ha sorpreso la disponibilità di tanti verso gli altri. Chi ha delle competenze si è messo al servizio degli altri per rendere più facile questo momento. Chi sa cucinare con ricette, i personal trainer con circuiti, gli atleti con allenamenti. Inoltre mi ha sorpreso quante cose si possono fare in casa, quanto è bello stare più tempo con i propri cari, quanto davamo per scontato le cose. Che si può lavorare in smart working, che si può fare le cose anche senza correre, che non fare nulla per qualche ora non significa perdere tempo. Mi ha sorpreso quanto tempo stavamo perdendo per stare dietro ai ritmi imposti dalla società. A differenza di quanto dicono in tanti, quello che troveranno sempre il negativo e la voglia di criticare, sono sorpresa dall’alta percentuale di persone disciplinate che hanno accettato la richiesta di stare in casa e rispettato le Regole.

Hai un’aspettativa quando sarà tutto finito?

No, ma mi auguro che questo momento ci possa cambiare tutti. Spero che tutti inizieranno a dare più valore alle cose, che tutto si faccia con più calma. Che i ritmi rallentino e che ci venga permesso di vivere la vita al meglio senza perderci momenti unici per strada.  Vorrei concludere dicendo che sono orgogliosa di essere italiana. Abbiamo una fantasia, una creatività e una capacità di affrontare i problemi che ci possono solo invidiare. Anche da qui ne usciremo più forti di prima e il mondo si ricorderà della nostra resilienza!

Sandro Siviero – Runlovers

Cosa ti ha deluso? Mi hanno deluso le posizioni estreme, sia di chi voleva (e vuole) correre a tutti i costi, sia di chi condannava (e condanna) a tutti i costi. D’altro canto mi hanno deluso delle regole che lasciavano troppo spazio all’interpretazione.

Mi hanno inoltre molto deluso i media generalisti che, anziché distinguere tra le PERSONE irresponsabili e quelle di buon senso, hanno preferito individuare – semplificando – categorie facilmente riconoscibili, come chi corre in pantaloncini e maglietta fluo. D’altra parte, additare e accusare – per semplificazione – categorie facilmente individuabili è una deprecabile abitudine a cui non credo riuscirò mai ad abituarmi.

Cosa ti ha sorpreso? Mi ha sorpreso negativamente chi non ha capito che rimanere a casa non è solamente un gesto necessario per tutelare la salute di tutti ma anche un atto di solidarietà. Però è lecito che ciascuno abbia la sua, personale, sensibilità.

Mi ha sorpreso positivamente lo spirito di unione che ho scoperto nel mio gruppo che, essendo grande, non era affatto scontato. E mi ha stupito il buon senso generale nelle persone. La capacità di capire il senso fondante delle regole e il sollievo diffuso quando ci hanno sentito dire esplicitamente “noi rimaniamo a casa”.

È bellissimo vedere come abbiamo, a volte, anche bisogno di leggerezza, di sentirci uniti, di “respirare” con la mente attraverso stimoli nuovi. Anche a distanza.

Hai un’aspettativa quando sarà finito tutto? Ne ho molte. Innanzitutto che apprezziamo di più la bellezza dello stare all’aperto e di quanto sia indispensabile rispettare l’ambiente e chi ci vive. Mi aspetto che diamo molto più valore ai rapporti con le persone che ci circondano, alle cose che contano davvero. Che ci sia meno egocentrismo e meno superficialità.

E mi aspetto anche una bella nuotata e un piatto di carbonara.

 

Marco Raffaelli

 

 

 

 

Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso