La Marathon des Sables di Aldo Michinelli per chi non può correre

La 36a edizione della Marathon des Sables 2022 si svolgerà dal 25 marzo al 4 aprile nel deserto Marocchino.

Sono 1100 i maratoneti iscritti e provenienti da oltre 50 paesi.

La Marathon des Sables  è una delle ultra maratone più dure al mondo, con i suoi 250 km nel deserto del Sahara Marocchino, con la particolarità che è in autosufficienza alimentare.

Ogni concorrente si porterà nello zaino tutto l’indispensabile per dormire, cucinare, mangiare e il materiale obbligatorio come la bussola di precisione, succhia veleno, sacco a pelo.

Lo zaino alle ultime pesate è sugli 8/9 kg, aggiungendo l’acqua arriverà ad un totale di 11 kg i primi giorni.

Mangiando i liofilizzati calerà ogni giorno sempre più, solo il cibo pesa 4,8kg.

L’organizzazione fornisce solo la tenda Berbera e l’acqua, se un atleta necessita più acqua di quella consentita la danno ma con penalità sul tempo totale.

Un accampamento notturno alla 100km del Sahara

Ci sarà la possibilità di seguire live la corsa dal sito della Marathon des Sables e mandare messaggi che la direzione gara stamperà e consegnerà ai maratoneti alla sera in tenda.

I percorsi e le distanze esatte si apprendono solo la mattina della gara, alla consegna del road book, ma nelle ultime edizioni i primi tre giorni sono state tappe che variavano tra i 30 e 37 km, poi c’è sempre il tappone da 80/90 km da concludere in max 40 ore.

La tappa maratona di 42.2 e infine una da 8/9km.

Tra la tappona e la maratona spero di metterci le ore necessarie per riposarmi un giorno intero, non sarà facile anche perché nell’ultima edizione ci sono stati picchi termici di 50 gradi causando diversi problemi a molti atleti.

Mi sto preparando da 2 anni, devo ringraziare chi mi è stato vicino, specialmente le “donne di casa”, gli amici che mi hanno incitato nei momenti difficili.

Aldo e Marco Olmo sulle dune del Sahara nella omonima 100km.

Ci sarà anche un ragazzo Ravennate, Alberto Marchesani, ci stiamo sentendo e vedendo per aiutarci in tutto anche perché la tensione sale e dimenticarsi qualcosa non sarebbe opportuno.

Rivedrò alla partenza amici conosciuti nelle precedenti ultra nel deserto  ma in gare così estreme non conta chi sei e da dove vieni perchè si crea un legame inscindibile con tutti.

Ci si aiuta e si vuole arrivare al traguardo nel miglior modo possibile ed è come se ci conoscessimo da tempo.

Vidi il deserto per la prima volta da piccolissimo e mi stregò, ha qualcosa di magico e rilassante.

Tutte le volte che ho avuto la fortuna di ritornarci mi ha sempre regalato qualcosa.

Nel 2019 la decisione di provare una 100km di corsa e da quella volta mi ha donato qualcosa di unico. Sono gare estreme che vanno oltre la corsa, devi calcolare tutto, essere sempre lucido per scegliere il percorso migliore perché non sempre dove passano gli altri può andare bene per te.

Ascoltare sempre il corpo per evitare anche il minimo problema che potrebbe diventare grande dopo 150km

Sarà un viaggio tra me e la corsa, ma nel contempo una sfida per superare il mio limite.

Anche questa volta c’è un obiettivo a fin di bene, con la mia Associazione Chirone sto raccogliendo fondi per donare 3 protesi di arti inferiori a dei ragazzi Senegalesi.

E’ partita la raccolta fondi un mese fa e tra la piattaforma gofoundme e bonifici manca veramente poco al traguardo.

Sarebbe stupendo se al mio traguardo in Marocco arrivasse anche questo.

I ragazzi che stiamo aiutado hanno malformazioni dalla nascita, altri hanno subito amputazioni per colpa delle mine anti uomo.

La lista è veramente lunga, si fa il possibile per rendergli una vita migliore e dare loro un’opportunità.

Le mine anti uomo non sono solo nel Senegal ma anche nel deserto in Marocco.

Vi sono in tutta l’area che circonda il muro di 2.700 chilometri che divide i campi profughi Saharawi in terra algerina, dal Sahara Occidentale in una delle aree più minate al mondo.

Ad oggi vivono ancora tantissimi nomadi e purtroppo capita che incontrino una mina con conseguenze devastanti.

Per quanto sia piccola la nostra associazione in due anni abbiamo donato una decina di protesi tra il Senegal e Marocco, possiamo ritenerci soddisfatti e continueremo a fare del nostro meglio.

Tutte le informazioni si possono trovare nel sito internet “Associazione Chirone Faenza “ o per chi volesse informazioni può contattarmi al 0546 663701 o aldomichinelli @ gmail.com

Aldo Michinelli