Lunedì 20 aprile Boston celebra la sua corsa più iconica: sei onde di partenza, un cast élite stellare, oltre 32 mila runner e una città intera pronta a trasformarsi nel tempio mondiale della corsa
Boston non è una maratona.
Boston è la maratona.
È il lunedì di primavera che ogni runner sogna almeno una volta nella vita, il nastro d’asfalto che da Hopkinton porta a Boylston Street, il vento che cambia sulle Newton Hills, il boato di Wellesley, la selezione crudele di Heartbreak Hill e poi quel rettilineo finale che vale una carriera.
Il 20 aprile 2026 la corsa più antica del mondo spegne 130 candeline, e lo fa con tutti gli ingredienti delle grandi occasioni: meteo favorevole, un campo élite semplicemente mostruoso, numeri da record e la sensazione fortissima che questa possa diventare una delle edizioni più memorabili dell’epoca moderna.
Ci saranno 32.494 iscritti, provenienti da 137 Paesi, spinti lungo le otto comunità del percorso da mezzo milione di spettatori. Ma più dei numeri, a colpire è il peso simbolico di questa giornata: Boston continua a essere il luogo dove il running si misura con la propria storia.
La novità che cambia tutto: sei onde per una Boston più fluida
La prima rivoluzione del 2026 non è nei nomi, ma nella struttura.
Per la prima volta il via sarà organizzato in sei wave invece delle tradizionali quattro, una scelta progettata con il supporto di specialisti dei flussi per rendere più ordinata tutta la macchina del race morning.
Il risultato è una partenza più distribuita, più moderna, quasi “chirurgica” nella gestione del grande popolo dei runner.
Gli orari chiave:
- 9:37 ET – uomini professionisti
- 9:47 ET – donne professioniste
- 10:00 ET – Wave 1
- 11:21 ET – Wave 6

Una modifica apparentemente tecnica che però racconta bene il presente della Boston Marathon: tradizione assoluta, ma con uno sguardo sempre più avanzato sulla gestione dell’esperienza gara.
Un cast da Major totale: qui può succedere qualcosa di enorme
Se la logistica evolve, davanti si vola.
L’edizione 2026 porta al via uno dei campi più profondi mai visti: per quella che viene descritta come una prima assoluta, tornano insieme tutti e quattro i campioni uscenti delle categorie open e wheelchair, da Sharon Lokedi a John Korir, passando per Marcel Hug.
Il dato che impressiona di più?
Tra gli uomini ci sono 24 atleti con personali sotto le 2h07’, una densità quasi irreale anche per gli standard delle World Marathon Majors.
Al femminile, gli occhi sono tutti su Lokedi, campionessa in carica e donna del record del percorso, ma l’attenzione italiana e internazionale sarà anche sulla possibile gara perfetta delle americane: Emily Sisson, Fiona O’Keeffe e Dakotah Popehn compongono forse il miglior blocco USA mai visto a Boston.
Questa è la classica edizione in cui il cronometro rischia di essere solo una parte della storia.
La maratona che vale più del tempo finale
C’è poi tutto ciò che Boston rappresenta oltre il risultato.
Nel 2026 la raccolta fondi del programma charity punta a superare il record di 50,4 milioni di dollari, dopo un Giving Day da oltre 2 milioni in una sola giornata.
È il lato più profondo della corsa: Boston non è solo prestazione, è appartenenza, memoria, comunità.
Lo racconta anche One Boston Day, la giornata che precede il weekend di gara e che continua a onorare vittime, sopravvissuti ed eroi legati all’attentato del 2013.
Dentro questa stratificazione di emozioni, il traguardo di Boylston assume ancora una volta un valore che nessun’altra finish line al mondo riesce davvero a replicare.
Dove vedere la Boston Marathon 2026
Per chi la seguirà dall’Italia o da casa, la copertura sarà totale.
La diretta principale andrà su ESPN2 dalle 9:00 alle 12:30 ET, mentre a Boston la copertura locale di WCVB Channel 5 inizierà addirittura alle 4 del mattino. Previsti anche streaming su Very Local, ESPN App e FloTrack.
Ma la verità è che Boston si guarda soprattutto con il cuore:
da Wellesley alle Newton Hills, fino all’ultima svolta a destra su Hereford e poi a sinistra su Boylston, ogni miglio è un pezzo di cultura running.
La sensazione è una sola: sarà una Boston da ricordare
Ci sono edizioni che si presentano da sole.
I 130 anni, il nuovo format, un’élite così profonda, la città in festa, la memoria, la beneficenza, la liturgia del Patriots’ Day.
Tutto suggerisce che quella del 2026 non sarà semplicemente un’altra Boston Marathon.
Potrebbe essere la Boston che ricorderemo per anni, quella capace di tenere insieme storia e futuro, culto e velocità, lacrime e cronometro.
Ed è proprio questo che rende unica la corsa delle corse:
non importa quante maratone tu abbia visto.
Quando arriva Boston, il running torna sempre a casa.






