Il Teorema dello scalatore applicato al running

Quando punti a una maratona in calendario e decidi di farla meglio della precedente devi apportare dei cambiamenti, necessari. Primo fra tutti la tipologia di allenamento. Gente come noi deve far girare tutto in funzione di tutto. Difficile a pensarlo, più facile a farlo.

La corsa è organizzata e gestita in base alla realtà familiare e lavorativa, sulla base degli obiettivi e delle disponibilità di orari e giorni indicati sulla tua tabella dei lavori.

Bello vero? Sembra tutto perfetto come un foglietto illustrativo di un integratore sportivo. Ma di fatto il programma che hai avviato ti spingerà verso un naturale miglioramento fisico e mentale (spero).

La novità più evidente è l’allenamento con il tuo coach, ma non davanti a lui, bensì al suo fianco. Questo serve per valutare sul campo i progressi fatti, curare e intervenendo anche su aspetti della corsa come la tecnica per rendere più efficiente ed efficace la falcata.

Una buona pianificazione permette di gestire al meglio il tempo e per questo è necessario indicare ogni momento libero.

Cercare di organizzare gli allenamenti e trovare soprattutto il modo di farlo in compagnia e quando possibile con il resto del gruppo.

Perché è provato e riprovato che l’appartenenza a un team è un fattore fortemente sentito in qualsiasi disciplina sportiva e ancor di più nello sport individuale.

Giovedì scorso, nell’ultima seduta di ripetute allo stadio dei marmi, ho provato sulle gambe il TEOREMA DELLO SCALATORE.

Puntando molto saldamente un chiodo nella roccia si può notare se questo tiene e poi cercare di andare un po’ OLTRE, un gradino più su”.

Quando questo ciclo si sarà chiuso e il chiodo reggerà il carico, si va a lavorare sul miglioramento della prestazione fisica portando a limare anche il tempo perché la qualità del lavoro paga sempre.

Ma veniamo al nodo più spinoso che fa più tribolare: le salite.

Corte (200 metri) medie (600-1000 metri) e lunghe (oltre i 6 Km) che nel programma dello “scalatore” non mancano mai. Noi amatori non abbiamo il tempo di allenare anche la forza indispensabile specialmente dopo i 40 anni e cosi questo potenziamento dinamico con regolarità bisettimanale sta facendo la differenza.

Ovviamente, il Teorema dello Scalatore, sui tornanti chilometrici, è indispensabile e monitorare i tempi per rispettarlo è necessario.

Allora non resta che rimanere nel gruppo, far forza sulla comunità di gente che corre come te, o meglio di te, solo così si giunge in cima, il chiodo ben fissato è importante ma una pacca sulla spalle in vetta vale una medaglia.

 

 

Marco Raffaelli