Fuori dai cancelli della fabbrica della fatica il cielo è buio. Intorno a te ci sono altri operai che corrono, concentrati e con il pensiero alla giornata che li attende.
Con i polmoni gonfi e l’animo sereno varchi il tornello immaginario e ti metti sulla linea di parenza. A terra c’è uno ”Start” e uno zero scritti con vernice bianca.
Nella fabbrica della fatica ogni azione è suddivisa in una misura specifica del tempo per ottenere una valutazione cronometrica del rendimento del tuo lavoro senza sbavature.
Se decidi di entrare a lavorare nella fabbrica della fatica è perché vuoi cambiare la visione della corsa.
Perché nella fabbrica della fatica viene applicato un processo su larga scala da cui si ottengono beni che altrimenti non potresti portare a termine da solo.
Fuori dalla fabbrica spendi male le energie e paghi un costo troppo alto per te.
La sola cosa che conta è rispettare il mansionario, e non avere esitazioni nell’incedere. Perché nella fabbrica della fatica i prodotti di successo sono standardizzati e dipende al 100% da te se volerli ottenere, se seguire le regole per arrivare al successo.
Quando lavori sulla tua One best way per restarci sopra devi eliminare tutti i movimenti falsi, lenti, imprecisi e inutili e usare al meglio i tuoi utensili.
Devi restare compatto con chi corre accanto a te, senza dare fastidio a nessuno, oscilla le braccia e falle spingere, sfrutta la scia simbolica del gruppo.
Il passo deve essere lungo, lo sguardo rilassato e le spalle agevolano le braccia. Respira e rulla bene il piede.
Il semilavorato che stai costruendo lo ottieni solo eseguendo tutte le operazioni del ciclo produttivo al meglio.
Curane la forma perché non c’è prodotto che non la richieda, sapendo che anch’essa fa parte del contenuto.
Il volano che ti porterà al prodotto finito sarà solo una volontà di ferro.
Senza dimenticare il piacere di mettere in atto un principio semplice quanto universale: dai il meglio di te e i frutti arriveranno.