Correre in pista con la solitudine dei numeri interi

Quando torni a correre in pista la prima cosa che devi fare è riprendere sicurezza con i numeri e poi anche con la fatica.

Perché su quei 400 metri di tartan non sei sempre solo e i numeri non sono così come li vedi.  Nascondono una infinità di misurazioni. Elementi interi di algebra derivanti da intermedie metrature che non devi sottovalutare mai.

Una volta deciso il lavoro da svolgere, devi tornare ad una visione elementare del calcolo, avviare un processo mentale ormai rimosso.

Dimenticati del filo invisibile attaccato tra il tuo polso e il satellite GPS, scordati di quella visione dall’alto della corsa.

Riappropriati del tempo legato solo ad una distanza terrestre, la velocità verrà come conseguenza matematica.

Nel frattempo pensa a quell’anello con due curve e due rettilinei con altrettante misure da cento metri. Dividi e impara dico sempre. Sei come un bambino che scompone il calcolo e arriverà prima alla somma finale.

Correre in pista non è noioso se sai essere paziente.

 

La pista è dove racchiudi la speranza di volare

 

Devi saper contare ogni passaggio che dura il tempo di 100 metri che annodano i passaggi sui 400 e i 600 fino a quel mille che scandisce, minuto dopo minuto, il totale del lavoro.

La montagna che devi scalare è formata da tanti scalini che se la vedi da sotto ti sembrerà inarrivabile

12 X 600 in 2.42 + 400 in 2.04

Ma invece, se la frazioni, fa meno male.

I 600 metri in 2.42, sono 6 passaggi da 27 secondi ciascuno, ogni 100 metri sul tuo crono leggi solo i secondi e la tabellina del 7 sarà utile come un ristoro al 35km di una maratona.

27 + 54 + 1’21 + 1’48’ + 2’15 + 2’42

I 400 metri in 2.04, sono 4 passaggi da 31 secondi ciascuno, ogni 100 metri leggi solo i secondi e qui devi contare fino a quattro.

31 + 1’02 + 1’33 + 2’04

Facile vero? Cosa succede nel frattempo? Che stai sbuffando come una motrice. 

Il cuore sale per ogni 600, ma il giro e mezzo se ne va veloce contando nella testa, leggendo il cronometro e lappando ai passaggi segnati in pista.

Ma la fatica che fine ha fatto? Non temere lei è avanti te che ti aspetta, se le ignori resta al suo posto, se la sottovaluti è dietro che spinge.

Pensa ai numeri, controlla il passo, conta a quanto sei arrivato, in fondo sono solo 30 giri in meno di un’ora, e quando lo stai pensando li hai già finiti.

Correre in pista è come un lungo viaggio da soli con un treno a vapore, solo che tu sei locomotiva e passeggero e devi vedere dal finestrino le tante stazioni intermedie.

Con le nuvole di fumo che ti oscurano la vista se rallenti e la scia in alto che sbuffa quando acceleri buttando più carbone nella caldaia.

Continua a correre veloce e a contare i passaggi a bordo pista e non mollare il passo.

Il viaggio ti sembrerà più breve di quanto credi anche senza satellite con vista e soprattutto, alla fine, saranno sempre 12 km, gps compiacendo.

 

Marco Raffaelli

 

 

La solitudine dei numeri interi in pista