Campaccio la storia del Cross italiano

Nadia Battocletti
Nadia Battocletti

Il 6 gennaio si è corsa la 65a edizione de il Campaccio, la gara di cross più famosa in Italia.

Si disputa da sempre a San Giorgio su Legnano, un comune alle porte di Milano.

Organizzata dall’Unione Sportiva Sangiorgese il Campaccio è incluso nel circuito internazionale dei Cross Country Permit della World Athletics.

La sua rilevanza atletica lo ha portato nei calendari stagionali di atleti di fama internazionale, tra cui campioni olimpici e mondiali.

Il termine Campaccio deriva dal dialetto legnanese, esattamente da campasc, che significa “campo incolto”, il che rende bene l’idea per una corsa campestre quale è da sempre la gara omonima.

Già dalle sue prime edizioni, il percorso della gara si snodava tra le strade vicinali della zona agricola del comune di San Giorgio su Legnano.

Poi si è spostato su un’area che è adibita a parco pubblico con il traguardo della corsa che è all’interno del locale campo sportivo “Angelo Alberti”.

Nel 1963 il Campaccio diventa evento internazionale.

La prima edizione a cui hanno partecipato anche donne è datata 1970: è stata vinta da Paola Pigni, anche se è dal 1975 che la corsa femminile è organizzata tutti gli anni.

Proprio nella 65a edizione che nasce il Gender Equity Porject, il quale ha come obiettivo l’attuazione di modelli di partecipazione femminile mediante il coinvolgimento attivo e diretto delle donne nei diversi ruoli necessari alla realizzazione di un evento sportivo.

Favorire la presenza femminile è un passo fondamentale per poter abbattere la disparità di genere e creare un sistema più inclusivo attraverso il quale donne, coinvolte a vario titolo nella manifestazione, possano operare nelle migliori condizioni di crescita ed affermazione professionale, costituendo così un esempio per le altre realtà atletiche e non, mettendo in evidenza quanto la parità di genere sia anche proficua.

La lunghezza del percorso della gara maschile è stata di 12 km fino al 2008, dopodiché è diventata di 10 km. La gara femminile era originariamente lunga 3,5 km, ed è stata portata agli attuali 6 km a metà degli anni novanta.

Una gara con questa storia alle spalle porta con sé tantissimi episodi che a raccontarli tutti non basterebbe un romanzo, ma nel libro “Campaccio… e dintorni – 50 anni di storia ” pubblicato nel 2006 in occasione del 50° se ne possono trovare di bellissimi.

storia del campaccio

L’albo d’oro del Campaccio è praticamente la storia e il futuro del podismo mondiale, dalla prima edizione del 57 vinta da Franco Volpi e la prima donna del 1970 Paola Pigni.

Da allora ci sono passati tutti a spingere sulla terra del “campo incolto” mettendosi alla prova, nella migliore tradizione del Cross County inglese che si svolgeva su terreni del tutto naturali, così come il buon Dio li aveva fatti, dicono gli amici dall’Unione Sportiva Sangiorgese.

Antonio Ambu, Alfredo Rizzo, Francesco Bianchi, Giuseppe Cindolo, Giuseppe Ardizzone, Franco Arese, Luigi Zarcone, Franco Fava, Venanzio Ortis, Gelindo Bordin, Gianni Demadonna, Francesco Panetta, Stefano Mei, Alberto Cova, Umberto Pusterla, Vincenzo Modica, Stefano Baldini.

I keniani Paul Tergat, Shem Koroira, David Chelule, Bernard Barmasai, Paul Kosgei, Charles Kamathi, Patric Ivuti, Edwin Soi, Eliud Kipchoge…

“La gara si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica” è la frase che più ci piace del Campaccio.

Per il resto il file del regolamento è, all’apparenza, come uno dei tanti che avete letto prima di iscrivervi, solo che qui c’è un fattore che non ha nessuna altra gara in Italia ed è la tradizione vergata con la penna della fatica e la voglia di dimostrare il valore degli atleti.

Il 65° Campaccio si è chiuso nel segno d’Etiopia, battono infatti bandiera etiope i due vincitori di giornata: Yihune Addisu in 28’39” per i 10km maschili e Dawit Seyaum, 18’49”, nei 6km femminili. Come da pronostico gare dominate dai forti atleti africani, tutti loro i primi cinque posti sia tra gli uomini che tra le donne, mentre i primi italiani sono entrambi al sesto posto e sono i più attesi di questa edizione: Eyob Faniel (Fiamme Oro) in 29’15” e Nadia Battocletti (Fiamme Azzurre) in 19’06”. (Ufficio stampa Campaccio)