mercoledì, Aprile 29, 2026
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Dove si corre a Marina di Ravenna

Chi ha disputato la Maratona di Ravenna lo sa che, usciti dalla città, si fa una capatina verso il mare. Anche se non si vede.

Marina di Ravenna è, a pieno titolo, la costa di Ravenna. Qui è piuttosto facile trovare dove correre ma, io, ho scelto il posto più suggestivo: la diga foranea.

Il porto turistico – un pochino spettrale, costruito come un villaggio nordico – è “racchiuso” in un abbraccio costituito da due dighe che si protendono nell’Adriatico per circa 2,5 km. La diga “nord” (nella località che si chiama Porto Corsini) è dedicata a Luciano Cavalcoli (l’allora presidente della locale Camera di commercio) mentre quella posta a sud – Marina di Ravenna, propriamente detta – è in ricordo di Benigno Zaccagnini (l’allora ministro dei lavori pubblici).

Ed eccomi qui a “testare” – sotto un sole niente male – il molo più lungo d’Europa.

È impossibile resistere alla fascinazione di correre “nel” mare. A destra, ovviamente, il porto, per circa 400 metri. A sinistra, per lo stesso intervallo, ci sono delle sorte di “trabucchi” moderni che, con palmare evidenza, costituiscono delle “villette” per i notabili del posto. Poi basta. Si corre verso la campana e la “lampada” che segnala alle imbarcazioni la via di accesso al porto. Siete in mezzo al mare, sensazione non proprio ricorrente.

Ci sono dei pescatori (non so bene cosa possano pescare…) ed anche, ovviamente, dei podisti che usano lo spazio “definito” per un allenamento ordinario, benché si presterebbe in modo eccellente alle ripetute. Infine, sono presenti anche dei turisti che provano (ma subito desistono) a raggiungere il limite. Gli abitanti del posto, al contrario, li distingui subito: sono i soli che, furbescamente, usano la bici per gli spostamenti.

Deve essere suggestivo farsi questo tratto di asfalto in inverno, sebbene ci siano delle segnalazioni che fanno ben comprendere come, col mare grosso, si rischi seriamente di essere sbalzati fuori. Non so se lo sapete ma l’Adriatico, almeno per la nostra porzione continentale, è poco profondo (a 3 km dalla costa, il fondale non supera i 10 metri mentre, in Croazia troviamo 150 metri di fondale), ma questo non significa che si possa scherzare più di tanto: per affogare bastano 20 cm di acqua.

I percorsi “delimitati” hanno effetti positivi e negativi. Quelli negativi derivano dalla “costrizione” delle poche scelte disponibili. Gli effetti positivi, paradossalmente, derivano proprio dall’ambiente circoscritto. Non bisogna pensare a nulla, ma godersi il tragitto, lasciare svagare il pensiero ma senza dimenticare che il mare non è solito scherzare. Per cui, un sottile brivido resta sullo sfondo, configurando questa corsa in una camminata su una corda tesa tra due palazzi.

Dove finisce la corsa? Usciti dalla diga c’è un chiosco di piadine che dispone di un vasto assortimento di birre, per cui, almeno su questo versante, il podista non ha proprio di che lagnarsi. Alla salute!

Mr Farronato
Mr. Farronato Podista e scrittore. La corsa mi serve per superare i limiti dell’ordinario mentre, scrivendo, supero quelli dello straordinario. Potete trovarmi – sotto falso nome – nelle gare della nostra bella capitale e, soprattutto, alle maratone. La corsa è la soglia del crepuscolo che si affaccia su un mondo diverso.