domenica, Aprile 19, 2026
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Happy(a) Run, ovvero un’allegra Appia Run

Inizio subito senza lamentele né sui bagni né sull’orario della partenza. Lascio anche da parte la distanza breve che – secondo la mia contestabile opinione – non valeva l’investimento sia emotivo che finanziario

Promossa a pienissimi voti, al contrario, la distanza dei 19K. Si è trattato di una gara molto faticosa perché piena di pendenze (è vero che le salite sono altra cosa, però…) che hanno messo tutti a dura prova, come deve essere nelle gare che vanno “gestite” in modo intelligente.

Raccontavo ai pacer Oscar e il Comandante delle volte in cui – sulla distanza di poco superiore ai 13 K – mi ero lasciato prendere da un facile entusiasmo, pagando a caro prezzo una “tirata” fino all’entrata della Caffarella (ricordo che, in un’occasione, il carico da 11 lo mise un mancato ristoro…).

Quindi, gli “anziani” adottano una condotta consona al grado di esperienza, lasciando agli ultimi 6, 7 chilometri le pronunciate velleità agonistiche, con lo sprint finale che, dopo una discesa, l’ingresso sulla pista del “Martellini” reclama a gran voce.

L’iniziativa è stata contrassegnata da una partecipazione molto nutrita. Circa 10mila partecipanti sono proprio un bel vedere, rispetto al quale è stata predisposta una organizzazione all’altezza di una maratona. Qualcuno ha lamentato che non si siano aggiunti un paio di chilometri per poter disporre di una Mezza, dimenticando che Roma – amministrativamente parlando – non è semplice e che per una distanza del genere il quadrante dell’Appia avrebbe richiesto anche uno spostamento verso il centro, cosa non proprio semplicissima. Del resto, anche reperire 19K, non è stato facilissimo dovendo restare, come detto, sostanzialmente “intorno” all’Appia Antica.

Ho qualche perplessità sui “non competitivi” per una distanza così lunga (e impegnativa), perché oltre i 10K i rischi tendono a innalzarsi esponenzialmente soprattutto quando l’ardimento per le gare “da grandi” non è accompagnato da una scrupolosa verifica di un medico sportivo.

La mattina, climaticamente parlando, è stata magnifica e ciò ha contribuito non poco al clima generale, cioè alla voglia di tutti di passarla correndo in amabile compagnia. Come dovrebbe essere ogni domenica.

 

P.S.: In questa occasione, non manca mai l’incontro con Mino dei Ramarri, più affannato del solito. Ma, intanto, siamo ancora su questi sampietrini.

Mr Farronato
Mr. Farronato Podista e scrittore. La corsa mi serve per superare i limiti dell’ordinario mentre, scrivendo, supero quelli dello straordinario. Potete trovarmi – sotto falso nome – nelle gare della nostra bella capitale e, soprattutto, alle maratone. La corsa è la soglia del crepuscolo che si affaccia su un mondo diverso.