martedì, Febbraio 17, 2026
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Verso Roma passando dalla Maga Circe

A 60 giorni dalla Maratona di Roma mi arriva il messaggio dell’amico in difficoltà: “Fratè, sono incasinato col lavoro. Zero weekend liberi, niente lunghi fatti bene fino a fine gennaio. Che famo?”

La risposta è stata quasi automatica, senza neanche pensarci troppo:

“Vieni con noi alla 28 km della Maratona Maga Circe, primo febbraio. Problema risolto”.

Tempo due minuti ed eccolo lì: screenshot dell’iscrizione e faccina sorridente. Decisione presa.

E in effetti, se ci pensi, la 28 km della Maga Circe è una mossa furbissima. È quel lungo che serve davvero, ma con pettorale, ristori, atmosfera da gara e zero stress organizzativo. Altro che girare in tondo al parco la domenica mattina.

“Ok – gli ho detto – però devi viverla bene, non come una gara qualunque”.

Perché la Maga Circe non è solo una corsa, è un viaggio. Si parte dal porto di San Felice Circeo, con il mare lì davanti e il Circeo che ti guarda serio, e si arriva a Sabaudia, attraversando uno dei tratti più belli che puoi correre nel Lazio. Litorale, natura, silenzio, spazio. Roba che ti fa dimenticare i chilometri.

Il consiglio numero uno è semplice: non partire a tutta.

La 28 km non va “attaccata”, va accompagnata. I primi chilometri scorrono via facili, l’entusiasmo c’è, ma il vero lavoro comincia dopo metà gara. Devi correre in controllo, ritmo maratona o poco più allegro, respirazione tranquilla, testa lucida.

“Pensala come una simulazione perfetta”, gli ho spiegato.

Scarpe da gara, colazione identica a quella che farai a Roma, gel negli stessi chilometri. Qui puoi provare tutto, senza il peso psicologico dei 42.

E poi c’è l’organizzazione, che aiuta parecchio a stare sereni. Ritrovo presto, dalle 6.30, navette per chi fa la 28 e la maratona, oppure arrivo diretto a San Felice se preferisci gestirti da solo. Pettorale ritirabile anche il giorno prima, sacca bagagli che ti ritrovi all’arrivo a Sabaudia: tu devi solo pensare a correre.

La partenza alle 9.30 è un altro punto a favore: niente levatacce assurde, tempo per svegliarti bene, fare colazione con calma e arrivare lucido allo start.

“E quando arrivi?” mi ha chiesto.

Quando arrivi, gli ho detto, sei stanco il giusto e felice il doppio. Hai messo nelle gambe un allenamento che vale oro, in un contesto vero di gara, su un percorso certificato World Athletics, dentro un evento che è una tappa ufficiale FIDAL Bronze. Non un lungo qualunque, ma un lungo che conta.

La Maga Circe è questo:

– maratona per chi punta al massimo

– 28 km per chi è intelligente

– 10 km e Family Walk per chi vuole esserci comunque

Un evento che mette insieme atleti, famiglie, mare e sport senza stress.

Alla fine gliel’ho detto ridendo:

“Se arrivi a Roma tranquillo e preparato, gran parte del merito sarà di quel primo febbraio sul lungomare”.

E lui ha risposto solo così:

Ok, allora corro… ma me la godo”.

Ed è esattamente lo spirito giusto.

Gli amici con cui correre è sempre un privilegio