Rivincita alla visita medica

Non si dovrebbe, ma una volta tanto, consentitemi di condividere con voi una piccola soddisfazione.

L’”abile e arruolato” dell’annuale visita medica di idoneità sportiva, non corrisponde al semplice coscritto ma ad un vero e proprio incursore.

Sulla cyclette si siede un atleta degno di tal fatta. Temprato dal sole e cotto dai chilometri corsi anche ad agosto (non troppi, ma di “qualità”), dopo una “6 Ore” con 3 ore in mezzo ad una strada ed altri tratti messi in cascina, finalmente arride qualche riscontro.

Alla prova spirometrica, mi produco in una “soffiata”, fuori range, con la quale poter gonfiare un gommone. Dopodiché, nessuna preoccupazione nell’aumento della potenza motrice da contrastare pedalando. Ad ogni variazione, segue – prontamente – un pedalatore con la vocazione all’arrampicata. Con Bruno, peraltro, ci si intrattiene conversando, dimentico dello sforzo che, via via, si incrementa. Non puoi parlare se sei a corto di fiato (e non è di certo frutto di un capriccio che i marines cantino mentre corrono i loro 10 K mattutini).

Lo so, sono soddisfazioni piccine. E nessuno può azzardarsi ad affermare che un “certificato” con il massimo dei voti, poi corrisponda ad una resa sportiva di analogo valore. Ma, intanto è già molto meglio – per lo spirito – della triste formula “esame terminato per esaurimento delle energie”, con la quale si è decisa la sorte degli ultimi tre anni.

Insomma, diciamo che un certificato “approssimativo” corrisponde ad una sorte probabilmente avara di riconoscimenti. Confido, al contrario, di poter provare che una “buona” attestazione di forma, almeno predisponga positivamente e, come si dice, da cosa nasce cosa. Poi vedremo che cosa sarà.

 

Cosa sarà? / Che ti strappa dal sogno /Che ci fa lasciare la bicicletta sul muro

E camminare la sera con un amico / A parlar del futuro

(F. De Gregori – L. Dalla, Cosa sarà, 1979)

Mr Farronato
Mr. Farronato Podista e scrittore. La corsa mi serve per superare i limiti dell’ordinario mentre, scrivendo, supero quelli dello straordinario. Potete trovarmi – sotto falso nome – nelle gare della nostra bella capitale e, soprattutto, alle maratone. La corsa è la soglia del crepuscolo che si affaccia su un mondo diverso.