Quando un libro ti sceglie: il mio incontro con “La gara più sporca”

Per mesi quella copertina mi fissava dallo scaffale dedicato alla 66thand2nd, nella nostra Libreria dei Racconti Ritrovati. Ogni volta che il gruppo di lettura si riuniva, quel titolo—La gara più sporca—sembrava chiamarmi silenziosamente. Io, però, rimandavo. Finché, all’ultimo incontro, il libro è finito tra le mie mani quasi da solo, come se fosse arrivato il momento.

La 66thand2nd è una casa editrice che sa trovare storie di sport capaci di parlare a tutti, anche a chi non segue le competizioni ogni giorno, la libreria dei Racconti ritrovati, con il suo ruolo sociale e culturale, è il luogo ideale dove un titolo del genere può trasformarsi da semplice oggetto a occasione di scoperta.

Un salto indietro al 1988

Aprire La gara più sporca di Richard Moore è stato come spalancare una finestra su una memoria collettiva. Le Olimpiadi di Seul ’88, la finale dei 100 metri: un evento che ha acceso il mondo intero, un duello epico tra Carl Lewis e Ben Johnson, due opposti assoluti che correvano non solo per l’oro ma per un posto nella leggenda.

Moore ricostruisce quei giorni con la precisione del giornalista investigativo e la sensibilità dello scrittore. Ascolta atleti, allenatori, cronisti, avversari. Ricompone gesti, silenzi, ferite e ambizioni. Mostra come quella finale non sia stata solo una gara, ma un momento spartiacque per l’atletica e per la lotta al doping.

Racconta senza filtri: quarantasei atleti che ammisero l’uso di steroidi, flaconi conservati come prove, sostanze pensate per far crescere animali da macello usate per spingere uomini verso prestazioni “sovrumane”. E quella frase, dura come un verdetto:

“Fu lo stesso per Johnson. Fu fatto crescere. Poi fu macellato.”

La grandezza di una penna scomparsa troppo presto

Richard Moore, morto nel 2022 a soli 49 anni, era uno di quei narratori sportivi capaci di portarti dentro una storia restando sempre fedele ai fatti. Giornalista del Guardian e di Sky Sport UK, ex ciclista, autore premiato: un uomo curioso, rigoroso e profondamente innamorato della verità.

Con La gara più sporca ha firmato il libro definitivo sul duello Lewis–Johnson: non un semplice resoconto sportivo, ma un’indagine sul prezzo del successo, sulla vulnerabilità degli atleti e sulla responsabilità di chi li guida.

Perché questo libro oggi

Ho comprato questo libro perché mi guardava da mesi. L’ho letto perché, una volta aperto, non ti permette più di restare spettatore. Ti chiede di capire, di fare domande, di interrogare lo sport e i suoi limiti.

Ed è questo, forse, il vero motivo per cui i libri ci scelgono: per ricordarci che la storia—anche quella che credevamo di conoscere—è sempre più complessa, più umana e più educativa di quanto pensiamo.

 

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso