Praticare yoga : runners, che aspettate?

Dopo più di 10 anni di pratica di yoga, stanca nel sentire che “lo yoga è solo stretching”, ho deciso di far provare alcune lezioni ad alcuni amici e amiche che correvano abitualmente.

E’ bastato poco perché si accorgessero degli innumerevoli vantaggi che la pratica yogica apporta alla preparazione atletica, motivo per cui è diventata parte integrante della routine di molti sportivi professionisti.

Praticare yoga è fondamentale per gli amatori.

Sara Pastore all’arrivo di una gara con i colori della sua squadra la Podistica Solidarietà

Quante volte ci è capitato di vanificare i nostri sforzi per un dolore muscolare, articolare o tendineo improvviso?

Questo perché la corsa di fondo è uno sport ad elevato rischio infortuni e, se non si dispone di una “base solida”, non è possibile raggiungere dei risultati a livello prestazionale.

Per costruire questa base non è necessario lavorare esclusivamente su potenziamento muscolare e tecnica di corsa, ma anche sugli aspetti che seguono, e di cui lo yoga è maestro.

Mobilità: molti dei problemi tipici dei runners nascono da limitata mobilità (anca, caviglia, zona lombare, etc.). Scarsa mobilità significa andare ad impattare, appoggio dopo appoggio, su alcuni punti già “deboli”, cronicizzando le problematiche già esistenti.

Durante le mie lezioni sono frequenti gli sguardi stupiti di chi, attraverso esercizi di mobilità, scopre i propri limiti, limiti che praticando yoga in maniera costante si riescono a superare o per lo meno a migliorare.

Stabilità: si parla spesso di “core stability”, una (ma non l’unica!) delle stabilità importanti per chi corre. Con lo yoga è possibile lavorare sulla stabilità con esercizi mirati per tutto il corpo senza creare disturbi a livello muscolare. Una maggiora stabilità consente di migliorare il proprio assetto di corsa, avere un appoggio più funzionale, sostenere il movimento e prevenire gli infortuni.

Flessibilità: poter “giocare” meglio con il proprio corpo, ridurre i traumi derivanti, ad esempio, da repentini cambi di passo o tipi di allenamento, ai quali le fibre muscolari non sono abituate. Non bastano stretching dinamico pre allenamento e allungamento post allenamento: la flessibilità si può raggiungere soltanto con l’esercizio continuo nel tempo e la pratica yogica consente di raggiungere questo obiettivo.

Equilibrio: La corsa è uno sport monopodalico in quanto il movimento si completa attraverso l’appoggio di un arto per volta. E’ perciò importante potenziare l’equilibrio ed è possibile farlo con l’aiuto di alcune “asana” yogiche come quella dell’albero, dove l’obbiettivo è rimanere in appoggio su una gamba sola. Esiste, poi, l’equilibrio mentale, importante per saper gestire allenamenti o gare impegnative e per vivere in maniera sana la pratica sportiva.

Concentrazione: soprattutto per chi macina tanti km, è importante mantenere la giusta concentrazione e lucidità. Durante una gara arriva il momento in cui sopraggiungono demotivazione e mancanza di concentrazione. Sotto una buona guida, lo yoga consente di potenziare questa capacità.

Consapevolezza: La consapevolezza del proprio corpo, di ogni parte, di cosa muove cosa e perché e di come attivare determinati muscoli, è difficilissima da raggiungere. Una delle poche discipline che la insegna è proprio quella dello yoga. Si riescono a raggiungere determinate posizioni soltanto se si raggiunge una buona consapevolezza del proprio corpo e di come gestirlo. Tale gestione è ovviamente essenziale anche per la corsa.

Controllo del movimento: una volta raggiunta la giusta consapevolezza è possibile controllare il movimento in maniera più bilanciata e precisa, limitando in questo modo gli eventi traumatici. Conoscendo il proprio corpo e controllando il movimento è possibile lavorare su ogni aspetto che crediamo essere carente, prevenendo gli infortuni e migliorando le prestazioni.

Controllo del respiro: Tutti respiriamo ma nessuno sa davvero respirare. Saper prendere aria in maniera corretta, consente maggiore apporto di ossigeno ai muscoli, maggior resistenza e assenza di blocchi del diaframma con conseguente schiacciamento degli organi del medio e del basso ventre. Se si gestisce meglio la respirazione, funziona meglio tutta la “macchina”.

Unendo due mie grandi passioni, lo yoga e il running, oltre che la preparazione da personal trainer, ho iniziato a seguire numerosi atleti osservando con soddisfazione mia, e ancor più loro, quanto benessere possa derivare dal connubio di queste due discipline, apparentemente tanto diverse quanto complementari.

Dunque, runners, che aspettate?

Tutti a fare yoga 

Sara Pastore
Insegnante di Yoga e operatore olistico certificato PhD student presso Coris - Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale - Sapienza. Ha studiato Comunicazione, valutazione e ricerca sociale per le organizzazioni - Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale - Sapienza Ha studiato presso Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione.