giovedì, Maggio 14, 2026
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Per strada si rimorchia?

Leggendo il titolo, questo pezzo potrebbe essere lungo solo poche righe. Certo che si rimorchia, basta corrispondere il dovuto in moneta contante! Soltanto che il riferimento non era alle peripatetiche in giro per le strade (per la verità, non ne ho visto nessuna correre) ma agli “incontri” che possono avvenire mentre corriamo, in allenamento e nelle gare.

Ne parlo – ahimé – senza una conoscenza in prima persona. Purtroppo, essendo un personaggio famoso, le gentili dame si tengono a debita distanza, specie quelle che corrono forte. Le altre rallentano ed ottengono lo stesso identico risultato. Nessun approccio risulta perciò praticabile.

Eppure, non c’è dubbio che, in ogni situazione di socialità, le persone (senza alcuna connotazione di genere, ognuno sceglie, col cuore, ciò che va bene per sé) tendono ad avvicinarsi e la cosa non deve stupire più di tanto, perché è scritto nel nostro dna che la collaborazione ci ha permesso di sopravvivere in tempi bui. A forza di stare “vicini” viene spontaneo aggiungere qualche elemento di affettività, sicché anche i podisti possono condividere delle relazioni che, partendo dall’asfalto, finiscono in altri luoghi (fosse pure, alla meno peggio, la fratta a lato strada).

Nel corso di una maratona, lungo una salita di oltre un chilometro (è San Costanzo, ovvero siamo alla Collemar-athon), ho personalmente assistito alle avances di una giovane e piacente dama che ha praticamente circuito il baldo corridore, finché non ha ceduto lasciandole, seduta stante, il numero di cellulare (che Lei ha digitato per scongiurare la frode). Ho fatto il “guardone” senza alcuna colpa: non è che potessi fare altro, dato che la velocità era molto ridotta (e la lingua di fuori).

La cosa che mi lasciò un pochino interdetto fu che, contrariamente all’habitus della vecchia scuola (alla quale mi fregio di appartenere, senza alcun merito, tranne quello meramente anagrafico), la “predatrice” era lei mentre il sesso “forte” si è arreso, quasi controvoglia, dopo un assedio all’arma bianca (vabbé, rosa). Peraltro ella viaggiava più velocemente di “costui” che, quindi, neppure poteva battere in ritirata, defilandosi con la scusante della prestazione.

È un segno dei nuovi tempi dove i ruoli si sono rovesciati e le donne, decisamente, si “prendono” quello che vogliono e, dopo “consumato” il malcapitato, ne gettano i pochi resti nel cassonetto dedicato ai rifiuti biologici (se ci leggono ex ministri, potranno sicuramente convenirne).

Queste novelle “mantidi” in shorts costituiscono nemesi e “risposta” ad una storia segnata da una subalternità più di facciata che reale. Le donne fingono di essere “predate” mentre, al contrario, dirigono gli accadimenti facendo bene attenzione a lasciare intatte le vestigia di quella “mascolinità” che ci serve riaffermare non appena si presenta l’occasione. Oggi non pare sia più così. Il potere è un manifesto di intenzioni e di fatti chiaramente enunciato. Da chi ora lo detiene.

Questa vicenda, nonostante l’aspetto sociologico esposto in spiccioli, non deve trarre in inganno. Esistono ancora molti maschietti che, con la scusa della corsa, si dedicano a fare “amicizia”, metti che si possa discutere del nuovo modello di scarpa, lasciando da parte le collezioni di farfalle. Del resto, essendo già in mutande, il passo appare breve. Appare.

 

[In memoria di Pino d’Angiò: Bnkr44, Ma che idea (Michael Sodini Re-Groove Remix). Attento lei lunga la sa. Lei ti farà girare in tondo senza avere mai le cose che pretendi e, scusa, in fondo, scusa, tu che dai?]

Mr Farronato
Mr. Farronato Podista e scrittore. La corsa mi serve per superare i limiti dell’ordinario mentre, scrivendo, supero quelli dello straordinario. Potete trovarmi – sotto falso nome – nelle gare della nostra bella capitale e, soprattutto, alle maratone. La corsa è la soglia del crepuscolo che si affaccia su un mondo diverso.