Ma davvero non si molla un metro?

Avete avuto una fase di tregua da inizio anno? Un momento in cui vi siete seduti, ammirati i trofei, medaglie, tempi perfetti e vi siete detti: “ok per ora va bene così”.

In una visione scolastica dell’anno sarebbe utile provare a omologare il ciclo delle nostre attività al medesimo ordine temporale.

Dal 1 settembre al 1 giugno, dopo di che ti prendi la tua meritata vacanza. Ovviamente non sto parlando di lavoro, affari, scadenze, tasse e imprecazioni, quelle non vanno mai in ferie. Ci devi fare i conti 12 mesi l’anno.

Ma visto dal lato sportivo sarebbe l’ideale andare in vacanza… e invece?

Non si molla un metro.

Quante volte lo abbiamo detto, a ridosso delle ultime settimane prima della miliardesima maratona. Prima della gara della vita per cui ti sei giocato muscoli, familiari e portafogli.

Siamo entrati in un loop in cui non c’è tregua, il calendario non lascia respiro.

Senza fare i conti con il passato di quando facevi una gara al mese, oggi chi corre e lo fa non da secoli, una volta accertato l’avvenuto contagio con la corsa, il contagio più bello intendiamoci, la sola cura è non smettere mai di correre.

E noi, datati, stanchi, senza più grandi spasmi emotivi, andiamo dietro alla potente macchina organizzativa che fa correre un intero mondo

Così, dalla sagra di paese, passando per il memorial in pista la sera, all’evento notturno, non c’è tregua manco tra gli ulivi in una notte di mezza estate.

Praticamente corriamo 12 mesi su 12, sotto controllo nutrizionale fino al pollo coi peperoni di ferragosto e intanto il calendario gare non ci molla di un metro.

Ma come era prima? Si andava in vacanza dalla fatica? Lasciavamo spazio a chi correva tra maggio e settembre?

Il senso di responsabilità verso un traguardo mentale alimenta e attenua il senso di colpa per le cose che a volte sembrano obblighi e non più piaceri.

Da quanto tempo non usciamo di casa senza il crono? Con il solo pensiero di correre fino a dove ci pare? Senza farlo come un tentativo di record del mondo, senza doverlo far vedere a tutto il condominio come minimo?

In questo primo lunedì d’estate faccio una promessa a me stesso, semplice e lineare, mollo quanto basta, Distendo le vene, e apro piano le mani, cerco di non trattenere più nulla, lascio tutto fluire

Tanto si sa, che alla fine, vince chi molla.

Marco Raffaelli

 

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