Correndo, ancora una volta, attorno ai massimi sistemi.
Il titolo di questo pezzo, per chi possiede una discreta cultura musicale, rinvia all’omonimo brano dei Roxy Music che racconta, è bene dirlo subito, la storia di un amore “mercenario”. L’amore come mero atto di consumo. Più propriamente ci si troverà di fronte ad un amore per sé stessi e a del sesso nei confronti dell’altro. Una vicenda minimale, ma spesso più vera di una idea del tutto oleografica di un sentimento, quello – per capirci – da famiglia del “Mulino Bianco” o da frasette da Baci di cioccolato.
E, qui, inizia la corsa di oggi. Una corsa, appresso – come detto – ad uno dei temi cardini della nostra vita.
Ah, l’Amore! “Stai attento che ci puoi lasciare il cuore. Io conosco chi ci è morto di dolore. O comunque si è sentito male ed ha chiamato il dottore” (Bruno Lauzi).
Quanti malintesi per una parola che tutti credono di conoscere sol perché ne comprendono l’idioma.
In effetti, i concetti più rilevanti del nostro essere mortali sono tutti caratterizzati da uno spiccato polisensismo e policentrismo. Fede, Giusto, Vero, Falso, … Apparentemente sono perfettamente comprensibili ma basta scavare a fondo per trovare che ognuno di noi – a seconda della propria “essenza” – vi legge cose completamente diverse.
Ciascuno, per parte sua, è convinto che si parli “esattamente” della stessa cosa. Ma non è così, e guai se lo fosse, perché ciò significherebbe, a ben guardare, una totale uniformità, a discapito della propria “unicità” della quale, seppur a fatica, possiamo provare a convincerci.
Nascono però degli inevitabili malintesi e Massimo Troisi lo spiega abbastanza bene in “Credevo fosse amore… invece era un calesse”. Il “calesse”, per l’appunto, rappresenta la realtà secondo quello che ciascuno vede. Tu vedi l’Assoluto, l’altro vede …
L’Amore – chiaramente – è tutt’altra faccenda e quando lo si trova si capisce subito la differenza con il nostro stato precedente. Una sorta di ubriacatura, esattamente come quelle che ci accadevano nelle notti (“brave”) in discoteca. Tranne casi di scuola, non ci si ubriaca all’improvviso, ma c’è un crescendo nel quale siamo sicuri di poter mantenere un assoluto controllo. Dopodiché, i sensi si annebbiano e, nelle immagini sfuocate che si presentano agli occhi, ci rendiamo conto che quell’ultimo shottino andava proprio evitato. Ormai è fatta e, indietro, tornare non si può. Ed allora andiamo avanti con passi instabili, con le pareti della stanza che ci girano attorno (“C’è tutto un mondo intorno che gira… e che fermare non potrai…”).
L’Amore, quello con l’iniziale maiuscola è così. Una botta che, dopo un iniziale stordimento, arriva improvvisa e devastante. Nel bene. E, poi, anche nel male, quando l’amore se ne va.
Ma siamo sicuri che se ne vada davvero? Forse, come nell’entanglementcaro alla fisica quantistica, quando due sistemi interagiscono per un certo periodo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come distinti, poiché ciò che accade ad uno continua a influenzare l’altro istantaneamente, a prescindere dalla distanza che ora li separa. Credo che ci siano persone che – per quanto rare possano essere – hanno parlato davvero la “stessa” lingua, con tutte le maiuscole al posto giusto. Ora risuonano all’unisono in quanto vittime di un legame indissolubile che le ha unite come “sistema”. E, al fine, sarai una cosa sola…
Passando dalla fisica alla chimica, l’Amore è una droga potentissimadella quale se siamo assuefatti, la disintossicazione è molto difficile e richiede un reset di qualche “funzione”.
Dopo un terremoto, qualcuno rimane inebetito, qualcun altro, si rimbocca le maniche e comincia a scavare. Scavando la speranza è di trovare qualche sopravvissuto. Almeno una parte di noi stessi. Come diceva Oscar Wilde: “Amare sé stessi è l’inizio di una storia d’amore che dura tutta una vita”. Detto da uno che poi si è rilevato ben poco coerente: per amore, è finito prima ai lavori forzati e, poi, morto dopo un pubblico discredito.
Simply a love-song /
it’s written for you from my heart. /
Don’t forget the times of pleasure /
how it felt to be in love /
(Chilly, Simply a Love Song)
Lying in my bed / I hear the clock tick and think of you /
Flashback, warm nights / After my picture fades /
And darkness has turned to gray /
Watching through windows / You′re wondering if I’m okay /
If you′re lost, you can look / and you will find me /
Time after time /
If you fall, I will catch you, / I’ll be waiting /
Time after time / Time after time /
[Colonna sonora: Chilly, For your Love (The Todd Terje Full Version Suite); Warpaint, Love is to Die (Extended Alternative Mix); Roxy Music, Love is the Drug (Todd Terje Extended Remix); Cindy Lauper, Time after Time (Max Steel Picture Fades Remix)]




