La storia di Simone Colasuonno, atleta paralimpico pugliese

Quando la diversità costituisce un punto di forza, nello sport come nella vita di tutti i giorni!

“I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l’abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell’abilità.”

Muhammad Alì

Simone Colasuonno è un giovane atleta paralimpico, originario di Palo del Colle e bitontino d’adozione.

Solo 23 anni ed è già una promessa nell’atletica a livello nazionale. Attualmente impegnato nella Polisportiva Paralimpica Elos “Michele Cioce” di Bitonto, Centro di Avviamento allo Sport Paralimpico (CASP), l’unico nella regione Puglia.

“Prima di scoprire la corsa i miei amici mi prendevano in giro e venivo scartato da tutti. Da quando ho scoperto questa passione invece ho trovato tanti amici e non ne potrei fare a meno”.

E’ nel periodo scolastico che scopre la passione per la corsa e si afferma nelle prime competizioni.

Simone racconta come lo sport abbia trascinato via la sensazione di “esclusione” che talvolta si è sentito addosso nella vita di tutti i giorni.

“Lo sport, la corsa sono riusciti a darmi fiducia in me stesso, nelle mie capacità e potenzialità!”

E’ così che Simone comincia ad allenarsi con Vito Sasanelli, Direttore Tecnico della Polisportiva Paralimpica Elos “Michele Cioce” di Bitonto e Giovanni Zaccheo, storica figura di riferimento nel campo, presidente della ASD “Fiamma Olimpia Palo”.

Volete sapere alcuni dei successi di questo straordinario – nel senso vero del termine perché fuori dall’ordinario – campione?

Conquista il titolo di campione italiano nei 3000 mt piani categoria Senior nell’ambito dei Campionati Italiani di Atletica Leggera Indoor FISDIR (Federazione Italiana Sport degli Intellettivo Relazionali), ad Ancona a marzo 2018, due medaglie di bronzo nei 10000 mt categoria Open e nei 5000 mt categoria Open ai Campionati Italiani di Atletica Leggera FISDIR, a Firenze, nel maggio dello stesso anno.

“Le persone, quando ho iniziato a correre e vincere, si sorprendevano che ottenessi questi risultati anche riuscendo a battere persone normali

Sensibile e dalla tenacia indiscussa. Acuto, forte nell’animo conserva quella fame di gridare al mondo che lui c’è e lo dimostra prima di tutto nello sport.

E’ un ragazzo forte che ama allenarsi e dare tutto se stesso sulla pista, senza risparmiarsi mai.

Non esistono scuse per Simone, lui vuole essere il più forte nella sua categoria e non passa occasione che non lo dimostri.

“Lo sport mi fa sentire invincibile” ci racconta. Anche dopo un viaggio lungo, la prima cosa che fa, nonostante la stanchezza è quella di allenarsi in pista.

E ancora le parole di Simone, raccolte dalla sua squadra la Polisportiva Elos di Bitonto:

«Correre per me non è solo competizione: è sacrificio, una sfida contro me stesso, con lealtà nei confronti degli altri concorrenti e degli stessi compagni con cui condivido gli allenamenti. E vivo la corsa con gratitudine, amicizia e stima nei confronti dei miei allenatori e dei miei insegnanti, a partire da Franco Bonasia (Presidente Polisportiva Paralimpica Elos di Bitonto) e Vito Sasanelli (Direttore Tecnico della Polisportiva Paralimpica Elos di Bitonto), a Giovanni Zaccheo (Presidente ASD “La Fiamma Olimpia” Palo del Colle) e Giacomo Bruno (Presidente Atletica Amatori Acquaviva).

Mi alleno costantemente, ogni giorno, anche all’alba. In questo momento intendo prepararmi nei 3000, 5000 e 10000 mt.

Correre significa, per me, dare un senso alla mia vita facendo ciò che ho scoperto essere il mio destino. In fondo, sono un ragazzo normale con un grande sogno: diventare un campione paralimpico e, magari, cambiare la mia realtà».

La storia di Simone ci invita a riflettere. Credere e sostenere i progetti di un giovane paraolimpico come lui, significa fare un investimento per la crescita della nostra Società.

Significa investire nelle potenzialità di questi giovani, non escludendoli ma inserendoli attivamente nel tessuto sociale dando loro l’opportunità di costruire qualcosa di grande e a tutti noi il sogno di credere in una realtà diversa dove il concetto di “inclusione” tipico dello sport trova così una sua collocazione concreta nella realtà quotidiana.

Simone ci dimostra che non esistono limiti, se non quelli che ci costruiamo noi stessi.

Chiara Fierimonte

Mamma, runner e scrittrice. Amo la fatica delle lunghe distanze nella corsa. Se siete a Roma mi trovate all’alba sul Lungotevere dove mi alleno nel fascino di questa città. Grazie alla corsa ho imparato a riconoscere e superare i miei limiti, ma su Storie Correnti parleremo soprattutto di voi!