La pace nel cuore e la frenesia delle gambe

Dicono che correre è sempre bello, ma in certi posti è più bello. Resta il fatto che, ovunque andrai, sarai tu a fare la differenza. Ho sempre detto agli amici di usare la città o il posto di vacanza per il luogo che fa bene a cuore, spirito e gambe. Perché la fatica va semplicemente ingannata, non evitata, e a tal fine basta essere più intelligente dei tuoi limiti e allora prova con il percorso più bello che puoi. Visualizza in mente o su mappe o su tuttocittà insomma dove vuoi tu…il giro che farai, ricordi?, se sai cosa ti aspetta ti farà un po’ meno male.

Ogni volta che devo correre all’alba metto a fuoco tutto dalla sera prima. Preparo i vestiti e imposto la giornata che verrà in funzione di quegli amati e odiati lavori da tabella: Risc. 15′ + Corsa Lenta 16 KM + 6 Allunghi

Faccio il giro che prediligo ricordandomi che più mi allontano da casa e più km farò, perché di fatto ci dovrò tornare. Stamattina i km da fare erano perfetti per il mio giro ideale: casa, terrazza del Pincio e ritorno.

E’ un percorso che passa attraverso Villa Ada, il Parco Yitzhak Rabin su via Panama, entrata a Villa Borghese dal lato di Villa Taverna, giardino Zoologico, Pincio . La fortuna di noi romani, pretenziosi e con la spocchia di chi si è ritrovato la fortuna di vivere nella storia del mondo. Impazienti di vederla migliorare ma senza la umiltà di mettersi in gioco per guidare il cambiamento che si merita questa città.

La metà del giro è dove ho scattato la foto che vedete. Un minuto di silenzio, il tempo di restare abbagliato dal sole che poco dopo ha reso ogni angolo illuminato, guardare un’altra Roma, senza fare foto, la pace nel cuore e la frenesia delle gambe.

Torna a casa e riprendi le fila di tutto, figli, casa, lavoro. Lo sai bene ormai che non sarà solo lo sport a farti stare bene, ma come ho detto all’inizio sarai tu a fare la differenza. Come ha spiegato bene Annamaria Testa su l’Internazionale, in  un bellissimo articolo dove ci spiega come diventare più consapevoli di noi stessi.

Nel farlo, la docente che si occupa di creatività e comunicazione e insegna alla Bocconi di Milano, riporta uno studio tedesco pubblicato di recente, per cui “l’incremento di intelligenza sociale è correlato con la maggiore capacità non solo di conoscere e capire se stessi, ma anche di identificare le proprie parti più negative. È qualcosa di non facile da fare, perché è difficile vincere la resistenza a confrontarsi con ricordi, percezioni o emozioni spiacevoli.”

Ecco, allora, quando corro mi conosco un po’ di più e metto in fila i problemi, e ad ogni chilometro non troverò la soluzione ma mi ci sarò avvicinato tanto da vederla. E a proposito di ricordi, percezioni o emozioni spiacevoli, tengo sempre in mente che alla prima goccia di sudore ogni brutto pensiero scivolerà via con lei.

Buona corsa amici miei.

 

 

 

Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso