La forza e il coraggio di crescere con lo sport

Se a 15 anni hai la pelle che sa di cloro anche dopo 700 docce, ti nutri di libri e sport e la tua unica distrazione sono gli amici della squadra, allora è possibile che tu stia vivendo la meglio gioventù.

Ma in ogni caso, ti puoi ritenere fortunata anche se, al mattino prima di andare a scuola, il problema più grosso sono le doppie punte fustigate dall’acqua della piscina. Allora non resta che riporre tutte le speranze in Crine tempestose di Lush o in un taglio netto tipo Federica Pellegrini

La cosa certa è che se un giovane usa ogni ripetuta in campo o in vasca per migliorare il modo di pensare, allora la pratica sportiva si trasformerà nel volano della sua giornata.

Perché se tutto gira attorno ai suoi allenamenti, alle interrogazioni, ai compiti da fare, è segno che tuo figlio sta crescendo bene.

Creare un dialogo che alimenterà, giorno dopo giorno, lo scambio in famiglia e grazie al quale scaricherà la tensione e le incertezze adolescenziali.

Il risultato finale sarà ad un livello tangibile per tutti e noi saremo sostegno e forza, come dovrebbe essere sempre, sia per problemi di tempi che di cuori vibranti.

Lo sport a 15 anni oggi vale più di ieri, perché i nostri ragazzi hanno esempi da seguire dentro e fuori i social network.

Di chi, alla loro età ce la fece,  come Sarah Sjostrome, ma anche di chi ci ha provato e si è arreso, ma cosa più importante è fargli capire che nello sport devono lavorare tanto, così come per arrivare a un 8 in latino.

 

Così se arrivi a fare 26 bracciate in 28 secondi sui 50 metri in vasca corta a stile libero e rischi di portarti a casa il tempo necessario per competere in una gara nazionale hai riempito metà del tuo bagaglio di vita.

La scuola completerà il carico di strumenti che ti faranno diventare un adulto pronto per ogni gara della vita.

Perché la cosa che più conta per un adolescente è avere la formazione scolastica e lo sport come motori che viaggeranno alla stessa velocità.

In tal modo rinforzeranno le fondamenta della loro crescita.

A noi non resta che seguirli per ogni piccola o grande caduta, consapevoli che il nostro è il mestiere di genitore ovunque li aspetteremo, a bordo vasca, sugli spalti o davanti al cancello della scuola.

Marco Raffaelli

 

Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso