lunedì, Febbraio 16, 2026
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La forza di un’allenatrice

L’allenatrice non perde mai di vista i suoi ragazzi e le sue ragazze.

Il giorno della gara è la loro ombra: dagli spalti agli spogliatoi.

Legge negli sguardi, sostiene nei momenti di tensione, protegge dalle incertezze di adolescenti che vogliono arrivare al traguardo prima ancora di capirne il senso.

È un punto fermo mentre tutto intorno cambia.

Sa che una parola detta bene può fare la differenza in pochi secondi di gara.

L’atletica è anche silenzio, metodo, ripetizione.

Allenamenti duri, tante ripetute che ti restano sulla gambe, cinque volte a settimana quando sei sotto gara.

A diciott’anni reggi tutto, spesso in silenzio.

L’allenatrice è severa e comprensiva insieme. Sa quanto può chiedere a quelle gambe, conosce ogni postura, ogni limite, e li spinge un po’ più in là.

Lo sport agonistico oggi insegna più di una medaglia: educa al tempo, alla fatica, alla crescita. Un podio senza trofei, ma con la certezza di essere pronti ad andare avanti da soli.

Solo allora l’allenatrice può fare un passo indietro, sapendo di aver fatto il lavoro più bello del mondo.