La Corsa di Miguel

La prima edizione  l’abbiamo corsa il 9 Gennaio 2000 e da allora Miguel continua a correre per le vie di Roma.  Dedicata all’atleta Argentino Miguel Sanchez. Il 9 gennaio del 1978 aveva 25 anni Miguel  quando gli bendarono gli occhi e lo infilarono sul Ford Falcon nero, triste presenza negli anni dalla dittatura dei argentina.

Miguel è stato uno delle migliaia di desaparecidos uccisi per fini politici. Miguel amava il suo paese e la corsa, si allenava la mattina presto prima di andare a lavoro, era un uomo appassionato della vita, raccontava cosa viveva e i suoi versi sono giunti fino a noi…per noi atleti, che parafrasando la bellissima poesia di Miguel… abbiamo un corpo sano, l’anima grande e tanto cuore… Grazie all’impegno di Valerio Piccioni, da oltre 15 anni Miguel è un nostro compagno di sport. Il messaggio di pace di quel piccolo grande uomo non si è più fermato.

La prima edizione della corsa vede ai nastri di partenza più di 1500 appassionati, tra competitiva e non competitiva. La gara maschile viene vinta da Josep Saturlino, che riceve la coppa direttamente dalle mani di Elvira Sanchez, sorella di Miguel e ospire d’onore della corsa, mentre tra le donne trionfa l’azzurra Simona Perilli. Fa impressione leggere oggi che il costo dell’iscrizione era di 8.000 lire.

Il 21 Gennaio 2018 la Corsa di Miguel partirà “a onde”, per facilitare e rendere più sicuro e divertente lo start. La suddivisione per onde sarà effettuata in maniera innovativa e rigorosamente obiettiva, sulla base delle prestazioni realizzate nel 2017.

Il costo delle iscrizioni è di 13 euro, per la gara competitiva e non. Per l’edizione 2018 ci sarà ancora una nuova maglia in tessuto tecnico.

Negli anni la maglia de La Corsa di Miguel è diventata un autentico oggetto di culto per gli appassionati. Una delle poche nel panorama podistico italiano senza sponsor, la maglia è oggi un vero e proprio simbolo dell’evento.

Oggi, nel suo tracciato ormai definitivo la Corsa di Miguel parte davanti al Ministero degli Esteri, raggiunge rapidamente la sinistra del Tevere tramite Ponte Duca D’Aosta e poi ripercorre la traccia del Giro dei Ponti utilizzando nella risalita del Tevere anche la ciclabile sulla destra del fiume e poi recuperando il classico passaggio su Ponte Milvio.

Il finale di gara prevede l’attraversamento del Parco del Foro Italico e gli ultimi 100 metri sul tartan dello Stadio Olimpico, dopo 10 mila metri esatti di gara.

Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso