Dopo l’ingolfata di post e di medaglie della settimana precedente, siamo alle solite di chi afferma che: “la maratona si DEVE correre, non la puoi camminare.”
Il punto è che ci sarà sempre uno più veloce di voi che vi dirà che andate piano, e ce ne sarà sempre uno più veloce di lui che gli dirà che quello che per lui è veloce, per chi è davvero veloce è ancora lento. Così il veloce di uno diventa il lento di un altro, e il lento di chi vi sta davanti resta comunque più veloce del veloce di chi vi sta dietro.
E allora succede questa cosa bellissima: chi si sente veloce perché guarda uno più lento, nello stesso momento è già lento per uno più veloce che, per sentirsi veloce, ha bisogno di guardare qualcuno ancora più lento di lui. Una catena infinita in cui ognuno è il lento di un veloce e il veloce di un lento.
Per questo, la prossima volta che vedete uno più lento di voi, non lo criticate: perché mentre lo fate, da qualche parte c’è già uno più veloce di voi che sta usando voi come esempio di quello che per lui è lento.
Chiaro no?





