Il CONTA MARATONE

La bellissima medaglia per chi completa le six major

Domenica ho portato a termine la mia 37esima maratona, cioè non è che le ho corse tutte e 37 di seguito in altrettanti giorni di fila che sarebbe poi la vera notizia. No no, è che a me piace dire quante ne ho fatte negli anni appena ho concluso l’ultima maratona, così senza senso per il solo piacere di dire quante ne ho corse.

Non lo so perché lo faccio, ma so che se dico quante ne ho fatte mi fa sentire più maratoneta di quello che ne ha corse 3, che però poi quando ne avevo corse 3 io, mi sentivo più maratoneta di quello che ne aveva corse 1.

Ma poi però se ci penso non cambia un cazzo e di conseguenza mi ritrovo in un corto circuito infinito così come sono quelli che ne avranno corse sempre una più di me.

Quindi io mi sento più maratoneta a prescindere da come ho finito la maratona di oggi, l’importante è dire che quella di oggi era la 37esima maratona.

Fare un uso smodato dei numeri naturali ordinali per annunciare a quanto sei arrivato è una forma di auto celebrazione che nasce e finisce dove arriva il tuo ego, è un giustificativo sempre: se hai fatto schifo, se hai fatto un tempone, se sei arrivato al traguardo a calci.

Dire a quante maratone sei arrivato è di fatto un avvertimento, del tipo “ehi state attenti che vi fracasserò le palle per i prossimi 200 traguardi”

L’importante sarà annunciare ad apertura dei resoconti domenicali, che sei arrivato alla ennesima maratona.

Poi se hai corso bene, se te la sei goduta, se hai faticato, se hai conosciuto altri come te e che la medaglia all’arrivo è stato il giusto premio per la fatica profusa, poco conta.

L’importante è segnare il tuo personalissimo territorio podistico con una palizzata fatta di traguardi di cui a chi legge non frega una beata cippa.

Perché ciò che hai fatto, prima del traguardo appena raggiunto è preistoria, e interessa come quando sei in famiglia e inizi a parlare delle tue corse e tutti si girano a fare altro per fuggire dal tuo monologo, noioso, pedante e autoreferenziale a buffo.

Infine ricorda che il conta maratone nulla aggiunge alla tua narrazione atletica o meglio fa capire cosa ti piace ma ti porta su un piedistallo fatto di burro.

Ciò che hai appena concluso è l’unico vero evento che meriterebbe di essere annunciato, narrato o vissuto nel silenzio di una gioia personale quanto urlante di piacere.

Goditelo e vedrai che godremo con te.