Ci sono maratone che si corrono con le gambe. E poi ce ne sono alcune che si corrono con la testa, con il cuore e con le storie che ogni runner porta con sé. La Acea Run Rome The Marathon di domenica 22 marzo è da sempre una di queste. E l’edizione che si avvicina, già sold out da due mesi con 36mila iscritti, promette di aggiungere un nuovo capitolo importante alla lunga narrazione della corsa romana.
Quest’anno, tra sampietrini, monumenti e fatica condivisa, Roma sceglie di parlare ancora di più al popolo dei runner amatoriali, introducendo ufficialmente il metodo Galloway Run-Walk-Run all’interno del World Pacer Team.
Una maratona che cresce insieme ai suoi runner
Mancano cinquanta giorni allo start e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. La Maratona di Roma si conferma uno degli eventi podistici più importanti al mondo non solo per i numeri, ma per l’attenzione maniacale ai dettagli, per il desiderio di far vivere ai runner un’esperienza che vada oltre il tempo finale.
Qui la maratona non è solo prestazione. È racconto. È viaggio. È trasformazione. È la promessa, mantenuta anno dopo anno, di far sentire ogni partecipante parte di qualcosa di più grande.
Il World Pacer Team: quando il ritmo diventa compagnia
A rendere speciale questa esperienza è anche il World Pacer Team, uno dei più strutturati e internazionali del panorama mondiale. Coordinato da Federica Romano, maratoneta romana con una lunga esperienza nei più grandi eventi internazionali, il team rappresenta da anni una garanzia per migliaia di runner.
Per l’edizione 2026 i numeri parlano chiaro: 258 pacer provenienti da 21 nazioni, 89 donne e 169 uomini, pronti a guidare la gara su tempi che vanno da 2h50’ fino a 6h30’, con intervalli studiati per accompagnare ogni tipo di maratoneta. Dai pacer classici, ai fitwalker, fino alla novità dei pacer “scopa”, pensati per accompagnare gli ultimi runner fino al traguardo.
Run-Walk-Run: il metodo Galloway entra nella storia di Roma
Ma la vera novità, quella che parla direttamente alle storie di tanti runner comuni, è l’introduzione ufficiale dei pacer che seguiranno il metodo Galloway Run-Walk-Run. Una prima volta in Europa in forma strutturata, all’interno di una grande maratona internazionale.
Ideato da Jeff Galloway, ex maratoneta olimpico a Monaco 1972, questo metodo nasce da un’idea semplice e potente: alternare tratti di corsa a tratti di camminata programmata per gestire meglio le energie, ridurre l’impatto muscolare e arrivare più lucidi, fisicamente e mentalmente, fino al traguardo.
Un metodo che parla ai runner “normali”
Il metodo Galloway non è una scorciatoia. È una scelta consapevole. È pensato per chi corre per passione, per chi ha un lavoro, una famiglia, una vita piena e vuole comunque vivere l’esperienza della maratona senza trasformarla in un percorso a ostacoli.
Alternare corsa e camminata permette di:
- recuperare energie durante la gara
- ridurre il rischio di infortuni
- gestire meglio i momenti di crisi
- aumentare le possibilità di arrivare al traguardo
Ed è proprio questo che lo rende perfettamente in sintonia con lo spirito di Storiecorrenti: una corsa che non esclude, ma accoglie.
7 pacer Galloway per accompagnare nuove storie fino al traguardo
Alla Maratona di Roma saranno presenti 7 pacer ufficiali del team Galloway, guidati da Chris Twiggs e provenienti dagli Stati Uniti. Accompagneranno i runner con il metodo Run-Walk-Run sui tempi di:
4h15’ – 4h30’ – 4h45’ – 5h00’ – 5h30’ – 6h00’ – 6h30’
Sette gruppi, sette ritmi, migliaia di storie che si intrecceranno lungo i 42 chilometri più iconici d’Italia.
Roma, una maratona sempre più inclusiva
Con l’introduzione del metodo Galloway, la Acea Run Rome The Marathon compie una scelta chiara: riconoscere che la maratona non è solo un terreno per élite e cronometri, ma uno spazio in cui ogni runner può trovare il proprio passo.
A Roma, il 22 marzo, non conterà solo quanto veloce sarai.
Conterà come arriverai al traguardo. E soprattutto, con quale storia.




