Ogni volta che torniamo a correre al Giro della Laguna Orbetello Half Marathon, per due giorni entriamo in una dimensione diversa. Non è solo una pausa dal ritmo della città, ma un modo per ritrovare un tempo più misurato, fatto di incontri, volti che si ricordano e gesti che si ripetono con naturalezza.
Certo, restano negli occhi la laguna, i tramonti, i lunghi viali della Feniglia. Ma ciò che rende davvero particolare questa esperienza sono le persone che la abitano e, soprattutto, quelle che la costruiscono.

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere da vicino il gruppo che da sempre organizza l’evento: il Gruppo Sportivo Reale Stato dei Presidi, nato il 2 gennaio 2010 con l’idea di riunire i podisti locali sotto un’unica identità, profondamente legata alla storia della costa toscana.
Il Giro della Laguna Orbetello Half Marathon è nato quasi nel modo in cui nascono le cose migliori: parlando tra amici dopo un allenamento. Il riferimento era il classico “Giro”, circa 18 chilometri tra la Pineta della Feniglia e il bordo della laguna, un percorso familiare a chi corre da queste parti. A qualcuno venne in mente di aggiungere un tratto in paese, quanto bastava per arrivare ai 21,097 chilometri. Da quella intuizione, nel 2009, prese forma la prima edizione della Giro della Laguna Orbetello Half Marathon, con 90 partecipanti al via.

Negli anni la gara è cresciuta con continuità, fino a superare gli 800 iscritti nelle edizioni precedenti alla pandemia. Oggi il traguardo simbolico resta quello dei mille partecipanti, ma il dato più interessante non è tanto il numero quanto la capacità di mantenere intatto il carattere dell’evento: una corsa che continua a somigliare al territorio in cui nasce.
Il lavoro del gruppo, infatti, non si esaurisce in questa gara. Il RSDP promuove durante tutto l’anno il podismo e uno stile di vita attivo, con oltre cento eventi distribuiti nell’area dell’antico Stato dei Presidi, da Orbetello a Talamone, da Porto Santo Stefano fino a Capalbio.
Passare due giorni con loro significa capire che dietro la bellezza del percorso c’è soprattutto una macchina organizzativa fatta di persone del posto, competenti e presenti. Dal ritiro del pacco gara ai ristori lungo il tracciato, fino all’arrivo, ogni dettaglio restituisce la sensazione di un evento seguito con attenzione, senza perdere il rapporto con l’ambiente che lo ospita.

È proprio questo equilibrio tra cura organizzativa e rispetto della laguna a dare alla corsa un’identità precisa, lontana dagli standard impersonali di molte gare urbane.
E poi c’è il finale, che qui non è solo il traguardo. Il pranzo alla cooperativa dei pescatori è parte dell’esperienza almeno quanto la corsa: un’occasione semplice e concreta per fermarsi ancora un po’, parlare della gara appena finita e assaggiare i prodotti ittici locali, dentro una comunità che per un fine settimana riesce a far sentire tutti parte della stessa storia.






