Flavio Ferrari Zumbini una vita in viaggio

Flavio Ferrari Zumbini, due lauree a pieni voti, dirigente di una nota multinazionale e campione di poker.

Decide di mollare tutto ed iniziare a viaggiare.

Lo ringraziamo per questa intervista e per la sua testimonianza che ci permette anche di conoscere più da vicino come lo sport ed il running in particolare sono vissuti in quei Paesi così lontani da noi dove il semplice gesto atletico si porta dietro molti più ostacoli e complicazioni di quelle che possiamo immaginare.

Quando le nostre vite sono condotte nelle metropoli in cui viviamo e a volte, la distanza fisica ci impedisce di vedere un mondo, una realtà molto lontana e grazie a testimonianze come la tua si può avere l’occasione di fermarsi a pensare per poi, magari, agire come si può.

Cerchiamo di entrare nella tua vita con alcune semplici domande.

Partirei con il chiederti, di presentarti a chi non ti conosce. Chi è Flavio, quale è stata la tua formazione, dove sei nato e cresciuto.

Sono nato e cresciuto a Roma, ho avuto una formazione molto tradizionale, studiato sempre a Roma, ho fatto l’Università e da lì ho cominciato a lavorare.

Quali sono state le esperienze – prima di intraprendere il percorso dei viaggi estremi, che ti hanno scolpito e formato. Cioè cosa ti ha portato ad intraprendere il percorso coraggioso che hai deciso di intraprendere.

Sono sempre stato aperto a nuove avventure al punto che avevo rinunciato ad un lavoro tradizionale per giocare a poker a tempo pieno. Scelta molto meno folle di quanto possa suonare, perché vivere di quello era possibile, anzi persino facile agli albori del gioco. Mostra però una certa accettazione di un grado di rischio e la volontà di sperimentare e cercare nuove strade, perché comunque è pur sempre una scelta non-convenzionale. Da lì ho poi deciso di fare questo ulteriore salto nel buio, cominciando a viaggiare, inizialmente per un anno e ora sono diventati sei. Insomma non mi piacciono le mezze misure! Però a spingermi al viaggio è stato anche il caso, il mondo del poker è tramontato abbastanza rapidamente e questo mi ha dato la spinta finale a mettermi in viaggio davvero.

Il turismo estremo e la corsa. FreetoRun è un’organizzazione che aiuta le giovani donne ad allenarsi in queste terre difficili. In particolare nei tuoi post, sul tuo profilo Instagram, descrivi lo svolgimento di una Maratona come unico evento sportivo a cui prendono parte uomini e donne insieme.

Sì in Afghanistan la segregazione femminile è fortissima. Laddove non è il governo a controllare il territorio, dunque purtroppo nella maggior parte dell’Afghanistan, per una donna vigono le vecchie tradizioni e leggi islamiche. Le donne hanno limitazioni enormi, figurarsi correre in compagnia di uomini. FreetoRun seleziona delle ragazze giovani, che frequentino la scuola (dunque che vivano in zone non controllate dai Talebani) e aiuta loro ad allenarsi, ad avere un po’ di indipendenza, a correre da sole, a superare gli uomini!

Un gruppo di donne allenate da Freetorun

Puoi raccontarci qualcosa di più per capire come vive una donna che voglia praticare questo sport, in un Pese come questo. Come ci si allena? Come si arriva ad una gara come questa e soprattutto cosa fare per aiutare queste giovani donne con la stessa passione come la nostra?

Le ragazze vengono seguite per un anno intero. C’è una allenatrice (necessariamente donna, altrimenti sarebbe ancora più difficile) a disposizione che cerca di seguirle il più possibile. Le ragazze, se tutto va bene, si ritrovano la mattina prestissimo e vanno a correre tutte insieme in modo che ci siano meno persone possibili in giro. Se proprio non ci sono le condizioni per correre, freetorun ha un ambiente al chiuso dove possono allenarsi su tapis roulant e biciclette.

Questo ambiente è a loro disposizione sempre e comunque, qualcuno apre 24 ore su 24 se qualcuna dovesse essere o sentirsi in pericolo, essere vittima di violenza etc. Per loro poi è necessario finanziare il viaggio fino al luogo della maratona (al centro dell’Afghanistan, serve l’aereo).

In un tuo post, davvero suggestiva e toccante, l’immagine di una donna intenta a praticare fitness con dietro a lei una schiera di mezzi armati. Descrivici questa realtà, Flavio. Cosa c’è dietro una foto come questa.

Il giorno della maratona le forze armate vengono schierate e c’è aiuto da parte di alcune ambasciate straniere sul territorio per garantire la sicurezza. Chi vive in Afghanistan è abituato purtroppo a scene del genere, ma è chiaro che pensare che serva la “forza militare” per permettere a delle persone di correre è pazzesco

Torniamo a te ed alla tua vita di viaggiatore. Qual è l’esperienza che più ti ha cambiato tra quelle che hai vissuto in viaggio?

Non ho un momento particolare da selezionare, il cambiamento avviene lentamente per cui credo che il fattore più importante sia stato il lungo viaggio in sé. Quando sono mesi e mesi che viaggi, senza una scadenza precisa, cominci davvero ad allontanarti dalla routine e ragionare in maniera diversa. Ma temo che tutto passi, anche un viaggio di 6 anni si affievolisce nella memoria mano mano che la nuova routine avanza, certo ci vuole ben più tempo che magari al ritorno da una vacanza. Mi sforzo di fare sì che il cambiamento sia permanente e spero che almeno la mia mentalità di fondo sia diversa e senza ritorno.

Flavio alla mezza maratona di Mogadiscio indossando una maglietta con la quale chiedeva la liberazione di Silvia Romano

Quanto queste esperienze hanno contribuito a renderti la persona che sei adesso?

Molto, 6 anni sono una buona porzione della mia vita adulta ed è anche la porzione più recente e intensa. Dunque per ora mi sento più viaggiatore che non altro. Ma vedremo nel tempo!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Riprendere il viaggio il prima possibile per completare il giro del mondo, cioè visitare le ultime 43 nazioni indipendenti in cui non sono ancora stato. Credo di poter completare in circa 18-24 mesi, così avrò davvero fatto un giro del mondo!

Dove trovarti e leggerti?

I libri con le mie avventure sono disponibili su Amazon, sto creando una serie di 25 libri che copra tutte le destinazioni più remote, pericolose e sconosciute del mondo. Se volete leggerne una andate sul mio sito www.turismoestremo.it e ricevete il libro sull’Afghanistan gratuitamente così potete approfondire la storia di questa maratona “segreta” e delle sfide che le ragazze hanno dovuto superare per partecipare.

 

 

Chiara Fierimonte
Mamma, runner e scrittrice. Amo la fatica delle lunghe distanze nella corsa. Se siete a Roma mi trovate all’alba sul Lungotevere dove mi alleno nel fascino di questa città. Grazie alla corsa ho imparato a riconoscere e superare i miei limiti, ma su Storie Correnti parleremo soprattutto di voi!