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Elbaman compie 20 anni: un grazie lungo 226 chilometri

C’è un momento che torna nella memoria di Marco Scotti, anima e organizzatore di Elbaman: il lungomare deserto di Marina di Campo, domenica 17 ottobre 2004.

Una giornata ventosa, nuvolosa, quasi fredda. In gara poco più di cento atleti e sua moglie pronta a inseguire il sogno di un mezzo Ironman. Nessuno lo sapeva ancora, ma quella “Edizione 0” avrebbe acceso una scintilla destinata a diventare un punto fermo del triathlon italiano: Elbaman.

Oggi, a distanza di vent’anni, l’evento dell’Isola d’Elba torna il prossimo 28 settembre con la stessa formula di sempre: tanta fatica, paesaggi unici e quell’atmosfera familiare che ha trasformato un’idea folle in una tradizione.

Un’avventura nata dal nulla

Scotti lo racconta con semplicità: “Era una follia assoluta organizzare un Ironman qui, senza soldi, senza esperienza, senza niente di niente. Eppure siamo arrivati fino a qui.”

Elbaman non è solo una gara, è una storia di passione e volontariato. Dietro ci sono centinaia di mani che lavorano nell’ombra: amici, famiglie, associazioni locali, sponsor e soprattutto i volontari “instancabili, indomabili, indistruttibili” che anno dopo anno rendono possibile la magia.

Un percorso che non perdona

L’edizione 2025 porta con sé una novità importante: la modifica del tracciato ciclistico. A causa delle condizioni ormai troppo critiche della salita di S. Ilario, gli organizzatori hanno scelto di eliminarla per garantire la massima sicurezza.

Nessuno sconto, però, agli atleti: il nuovo percorso prevede quattro giri da 45 km ciascuno, per un totale di 180 km con circa 2.700 metri di dislivello. “Il fascino e l’impegno non variano — assicura Scotti — i passaggi iconici a picco sul mare ci sono tutti. Insomma, questo Elbaman dovrete sudarvelo ancora tutto!”

Vino, mare e fatica

Per celebrare i vent’anni, ogni partecipante riceverà un pacco gara speciale, con un gadget tecnico e un prodotto simbolo dell’Elba: una bottiglia in edizione limitata delle cantine di Antonio Arrighi, viticoltore triatleta e volto noto anche in tv. Un modo per ribadire il legame inscindibile tra la gara e il territorio.

Venti anni di grazie

Più che un comunicato, la lettera dell’organizzatore, inviata a tutti gli iscritti, è un inno alla gratitudine: per gli atleti che hanno creduto nell’evento, per la famiglia che lo ha sostenuto in ogni momento, per gli amici che lungo la strada sono diventati parte della grande macchina Elbaman.

Unico rammarico, la mancanza del padre, “che ci ha sempre creduto forse più di me”.

“Grazie di cuore per averci scelto — scrive Scotti rivolgendosi a tutti gli atleti che il 28 settembre saranno al via — vi vogliamo un sacco di bene!”

Perché Elbaman è diverso

Non è solo la bellezza dei percorsi. Non è solo la durezza dei chilometri. Elbaman è diverso perché riesce a unire competizione e comunità, lasciando negli atleti il ricordo non solo della fatica, ma anche dell’accoglienza e del calore dell’isola.

Un compleanno importante, che conferma come certe follie, se coltivate con passione, possano trasformarsi in tradizioni indimenticabili.