Calcutta. Un giorno imprecisato, sotto al sole. Un uomo anziano porta con sé una grossa anfora. Facendo estrema attenzione, legandola con una corda, pian piano, la cala all’interno di un pozzo. Un gesto improvviso, un dondolio, e potrebbe andare in pezzi. Riempita d’acqua, con la stessa perizia, la solleva dal fondo del pozzo e, finalmente, può dissetarsi.
“Non sarebbe meglio – chiosa un ricco straniero – usare una carrucola per poter riempire l’anfora, più velocemente e senza rischi?”
“Certo, sarebbe sicuramente così”. Replica l’uomo. “Ma l’acqua non avrebbe più lo stesso sapore. Quello di un momento importante”.
L’impegno profuso migliora il risultato, bello o brutto che questo alla fine si dimostri essere.
Non sei le gare che hai disputato ma il tragitto che hai fatto per giungere dove sei ora. Cioè ad un passo dal prossimo momento. Pensavo a questo – correndo di fianco a Miguel Sánchez – in relazione al Comandante che, recentemente, ha avuto l’onore di portare la fiaccola olimpica dei prossimi giochi. Ha corso poco più di 90 metri. Pianissimo – nonostante le pressioni di fare presto da parte degli organizzatori – per godersi ogni singolo istante.
Tra i diecimila che, alla fine, passo dopo passo, la porteranno al tripode, pensieri diversi ma – ne sono convinto – per i più sarà stata l’emozione di aver incarnato, anche se per un attimo, tutti gli atleti che, in ogni tempo, hanno disputato il torneo dei tornei.
Poi ci siamo noi, corridori della domenica, di cui pochi si ricorderanno…
Forse avrà pensato lo stesso Miguel, nella spensieratezza dei suoi anni, senza poter immaginare che la sua scomparsa l’avrebbe reso più presente che mai e, con il nostro impegno, nelle nostre minuscole domeniche, lo facciamo correre ancora, giusto di fianco a noi.





