Questa mattina, mentre mi allenavo sui rulli, pensavo a quanto possano essere terribilmente noiosi i rulli.
Sì, lo so bene: sono un ottimo escamotage per evitare l’alba gelida d’inverno, permettono di mantenere una buona qualità di allenamento e quei 60 minuti costanti sono tutto fieno in cascina per quando arriveranno le salite vere. Tutto giusto.
Eppure, resta una certezza: lo sport indoor, per quanto utile, non potrà mai competere con la bellezza di una pedalata in montagna o di una corsa con il mare accanto.
Con questo pensiero ho riaperto la cartella “foto estate 2025”, probabilmente la cosa più lontana dall’idea di estate che possiate immaginare in un grigio gennaio. Ma i ricordi servono anche a questo: ad attraversare il buio, a scaldare le giornate corte, a farci sentire nel cuore il caldo di luglio.
La foto a cui ho appeso i miei pensieri è quella che vedete in copertina. Mi trovavo sull’isola dell’Asinara e, visto che non c’era posto per tutti sulle caddy car a noleggio, ho messo in pratica — anche se solo in parte — la tecnica dell’abbandono podistico estivo: scendere, allacciarsi le scarpe e correre. (il puntino all’orizzonte che corre)

Grazie a quello scambio di posti ho potuto portare fino al 15 gennaio il ricordo di quella corsa: spensierata, calda, senza fiato. Un percorso che si lasciava vivere senza incertezze, tra conigli selvatici e cinghiali curiosi, dove la corsa diventava il modo più semplice e naturale per entrare in contatto con la natura e con quello che, almeno per me, è il mare più bello del mondo.
Nel frattempo sono sceso dai rulli: affranto, sudato, ma con una voglia nuova. Quella di tornare, prima o poi, a fare ancora un giro in un luogo che ami, senza fretta, senza paura. Solo per il piacere di viverlo, un passo alla volta.






