Avanti o dietro?

Rileggendo il titolo confesso di aver avuto un moto di imbarazzo frutto, con molta probabilità, di una mente “pericolosamente” instabile su certi argomenti. Ma ormai: scritto fatto, titolo ha. Dopo questo falso indizio, passiamo alle cose serie.

Leggevo una storiella sulla spietatezza dei broker di Wall Street. Due di loro, durante un safari in Africa, si imbattono in un leone, evidentemente affamato ed intenzionato a trasformarli nel suo pasto del giorno. Uno dei due, con mirabile prontezza di spirito, si toglie gli stivali e subito indossa un paio di scarpe da corsa. «Cosa fai?», chiede l’altro. «Non puoi correre più veloce del leone». «Lo so. Mi basta solo correre più velocemente di te». E comincia a correre. Non si sa poi come sia andata a finire, ma, evidentemente, essere un passabile runner, in certe situazioni, è più rilevante di essere un eccellente analista di borsa.

Questa rappresentazione dell’homo homini leo, mi ha richiamato alla mente – al di là ed al di sopra delle bassezze umane – cosa accade quando corriamo. L’interrogativo è il seguente. Nelle gare cerchiamo di raggiungere quelli che ci stanno innanzi, oppure lottiamo per non farci superare da quelli che sono dietro?

Filosofia da due soldi, direte voi. Ma credo che dentro questa riflessione ci sia un elemento della nostra costituzione fondamentale. Vincere non possiamo vincere, a meno che non ci reincarniamo, quando sarà giunto il momento, in un giovane e gagliardo keniano. Sicché, in questa attuale vita, cerchiamo di dare il massimo, secondo quel poco o tanto che la natura ci ha dato in prestito.

Le prede sono innanzi a noi. Ogni podista in vista può essere ragionevolmente (ed auspicabilmente) sbranato dalla nostra voglia di primeggiare. Lo so, magari arriviamo 500esimi, ma “Lui” – la vittima – arriverà dopo. E questo ci basta, dimenticandoci, grazie ai prodigi di una mente attentamente selettiva, di tutti gli altri arrivati prima. Se non sono alla nostra portata, semplicemente, non esistono. È come, per tornare alla storiella di apertura, se il nostro leone si rammaricasse dei tanti broker commestibili che avrebbe trovato di fronte alla NYSE (New York Stock Exchange). Beh, non ci pensa affatto, gustandosi quelli a tiro.

Fin qui sono certo che sarete del tutto d’accordo con me.

Il problema, semmai, sono quelli dietro di noi. Ecco, quelli sono il nostro cruccio. Nel mentre stiamo sviluppando l’energia cinetica necessaria (ma non sempre sufficiente) a “stendere” l’avversario che ci precede (uomo o donna o altro, non rileva: le prede, nel podismo, non hanno sesso), dalle retrovie compare, inaspettato, il vero nemico. I passi si fanno sempre più vicini, finché l’evento nefasto avviene: ci hanno superato. Da predatori siamo diventati prede.

Questo è un dramma esistenzial-podistico: l’unico momento di sconforto quando si corre. Il pensiero va a: «Beato lui (o lei, o altro) … ». «Guarda che andatura!» …. mascherando, con il fair play di rito, l’evidente incazzatura che, a caratteri di scatola, alberga dentro di noi.

Ci può recare qualche consolazione, seppur modesta, solo la condizione atletica del predatore. Un bel leone, tonico e snello, non solo “può” ma, certamente, “deve” banchettare con le nostre membra. È il principio darwiniano di selezione della specie che vale anche nel podismo: i migliori sopravanzano, i peggiori sono spacciati.

La seccatura, però – convenitene –, è quando tutte queste teorie si scontrano con la dura realtà. A sorpassarci, non si sa per quale intercessione divina, è uno sgraziato ciccione che ansima pure. Al danno segue pure la beffa.

Intollerabile essere mangiati da un macilento leone spelacchiato. Ma – ahinoi! – pur sempre un leone è.

 

[Una nota finale: vi informo che sono le leonesse a cacciare. Il leone è troppo stanco dopo aver presidiato, in lungo e largo, durante la notte, i notevoli confini del suo territorio. Non so perché mi ricorda, da vicino, vicende umane…]

Mr Farronato
Mr. Farronato Podista e scrittore. La corsa mi serve per superare i limiti dell’ordinario mentre, scrivendo, supero quelli dello straordinario. Potete trovarmi – sotto falso nome – nelle gare della nostra bella capitale e, soprattutto, alle maratone. La corsa è la soglia del crepuscolo che si affaccia su un mondo diverso.