Alla ricerca di strade nuove

Faccio una premessa doverosa: io sono lento.

Se paragonato agli amici, quelli veloci, quelli dai lunghi a 4’ a km di media, io posso dire tranquillamente di far parte della categoria LENTI.

Primo, perché a 4’ a km non ci faccio manco le ripetute sui mille. Poi, perché non sono leggero.

Voi direte “eh bè che c’è?”… appunto, nulla di strano, dopo anni di onorata carriera podistica ho imparato cosa posso fare e più che altro dove posso arrivare.

Allora meglio giungerci sani, consapevoli e con un sorriso in più.

Sugli ultimi due aspetti non ci sono palestre in grado di allenare, campi d’atletica per farti fare il miracolo; dipendono, più di ogni altra cosa, solo dalla testaccia bacata che ti ritrovi.

Invece, per la tua condizione fisica, è necessario e doveroso non fermarsi mai e fare ciò che ritieni necessario per provare a stare meglio.

Perché quando corri, i muscoli lavorano, sì, ma non basta.

Le metodologie di allenamento sono cambiate e con esse i carichi di lavoro.

Più passano gli anni, i miei, e più c’è bisogno di rendere l’hardware resistente ad un software che, a volte, stenta a riavviarsi al mattino o spesso trova dei bug auto-generati che ti fanno andare come non vorresti.

Perché, come dico sempre, per ingannare i tuoi limiti mentali fai tutto il possibile per non sentire la fatica o a sentirla meno, amplia le vedute, informati, studia, confrontati con chi ne sa più di te e non fissarti sui soliti giri.

Prova strade nuove, mettiti alla prova con lavori diversi, attiva l’azione su muscoli che fino a ieri credevi di usare solo perché

…be’ sai, io corro!

Niente di più sbagliato. Per noi gente da scrivania, cambiare è necessario.

Correre e basta, in più lentamente, ti blocca non solo il passo, ma ciò che più conta, vincola le tue aspettative, non ti fa vedere le cose per quello che puoi fare e, di conseguenza, perdi la fiducia nelle tue capacità e le possibilità che avevi fino a pochi anni prima.

Buona strada nuova con voi stessi amici!