Siamo fortunati perché possiamo correre. E non importa se sono 5, 10, 42 o 100 chilometri, non importa se andiamo a 4 al km o se per fare la stessa distanza impieghiamo 7 minuti, non importa se possiamo allenarci una volta a settimana o tutti i giorni.
Siamo fortunati per il semplice fatto di poterlo fare.
Siamo fortunati perché abbiamo il tempo di farlo. Magari grazie alla persona che abbiamo accanto, che ci permette di uscire mentre i bambini dormono. O al vicino di casa, che si occupa del gatto se stiamo via due giorni per una maratona lontana.
Siamo fortunati perché, anche se una maglia tecnica si rimedia pure all’ultima garetta di paese, possiamo comunque permetterci quelle 90 o 100 euro per un paio di scarpe, ogni tre mesi o magari sei, o per pagare la quota, non sempre leggera, per iscriverci alla maratona che sogniamo da mesi.
E se quella gara non è proprio dietro casa, siamo ancora più fortunati se possiamo permetterci anche il viaggio e l’alloggio.
Siamo fortunati perché abbiamo il fisico e la condizione per farlo, sapendo bene che esistono persone per cui ciò che per noi è normalità resta soltanto un sogno. E ben venga chi questa fortuna la restituisce, mettendosi a disposizione di chi non può.
Siamo fortunati perché, come dice Francesca, possiamo alimentare e curare il giardino della nostra vita ogni giorno.
Siamo fortunati perché lo sport, che sia la corsa o qualsiasi altro, ci permette di incontrare persone che condividono la nostra passione e la nostra stessa bolla, permettendoci di creare legami e connessioni che altrimenti non avrebbero mai trovato la loro strada.
Siamo fortunati perché possiamo riempire i nostri vuoti con qualcosa di buono, evitando che siano le paure o i pensieri negativi a prendersi quegli spazi.
Siamo fortunati perché abbiamo quegli amici stronzi che ci coinvolgono, ci motivano, ci trascinano dentro questa meraviglia che è lo sport.
E forse, alla fine, il Passatore mi ha lasciato soprattutto questo: la consapevolezza di essere davvero fortunati.
Roberto





