sabato, Giugno 13, 2026
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La maratona comincia adesso

Il lungo della domenica non ha musica né speaker. Ha la sveglia presto, una colazione leggera e 35 chilometri da mettere insieme con pazienza.

È l’allenamento chiave prima della maratona del 22 marzo: quello che non perdona improvvisazioni e che, più delle ripetute o delle tabelle, misura la testa.

I primi chilometri scorrono regolari. Ritmo controllato, cardio sotto soglia, nessuna fretta.

L’obiettivo non è dimostrare qualcosa agli altri ma restare lucidi quando le gambe iniziano a irrigidirsi. Dal venticinquesimo in poi si entra nella parte vera del lavoro: ogni ristoro simulato, ogni gel preso al momento giusto, ogni sorso d’acqua è una prova generale.

Dal trentesimo chilometro non si corre più per brillantezza, ma per disciplina. È lì che capisci che la maratona non è contro un avversario: è contro la tentazione di fermarti, contro la comodità della vita sedentaria che ci accompagna per gran parte della settimana.

Foto -Run Rome the Marathon

Una parte dell’allenamento passa sulle stesse strade che tra poche settimane saranno chiuse al traffico. Si sfiora il Colosseo quando la città è ancora in movimento, si entra a piazza Navona senza folla. A tratti il fondo è irregolare, i sampietrini obbligano a cambiare appoggio, i marciapiedi spezzano il ritmo. È un promemoria concreto: Roma non regala nulla, nemmeno quando la ami.

Si passa verso la Piazza del Popolo e si rientra lungo viali che durante la gara saranno pieni di bandiere. Oggi invece c’è traffico dei turisti, qualche semaforo, lo sguardo curioso di chi già con il naso all’insù. È una maratona diversa, più silenziosa e più vera.

Quando il GPS segna 35 chilometri non c’è un arco d’arrivo, ma solo la consapevolezza di aver fatto il lavoro. Gambe stanche, qualche fastidio da gestire, ma soprattutto la conferma che la distanza non è un’idea astratta. È fatica concreta, è organizzazione, è equilibrio tra ambizione e prudenza.

Il 22 marzo, quando il traguardo sarà al Circo Massimo, l’emozione sarà un’altra cosa. Ma la maratona, per un amatore, si costruisce qui: in un lungo domenicale senza applausi, dove impari che puoi stare dentro la fatica più a lungo di quanto pensavi. E questo, più della medaglia, è il vero risultato.

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso