martedì, Luglio 14, 2026
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Da Montesacro al Monte Resegone

I 4 delle due squadre che saliranno in capanna la notte del 20 giugno prossimo

Siamo un gruppo di amici che condivide la passione per la corsa: quattro uomini e quattro donne che da tempo macinano chilometri insieme.

Veniamo da esperienze diverse. Ci sono runner con molti anni e molte gare nelle gambe, forse un po’ stanchi ma pieni di storie da raccontare. E c’è chi ha iniziato da poco e può contare su gambe decisamente più fresche. È proprio questo equilibrio a rendere le nostre uscite coinvolgenti e reciprocamente stimolanti: c’è chi trascina con i racconti e gli aneddoti, e chi invece spinge il gruppo con il fiato e la voglia di andare forte.

Con questo spirito, una sera dei primi mesi dell’anno abbiamo preso una decisione: il 2026 ci avrebbe visti al via della Monza Resegone.

Per chi non la conosce, la Mo.Re. — come la chiamano affettuosamente coloro che l’hanno corsa nelle sue oltre sessanta edizioni — parte dall’Arengario di Monza e termina alla Capanna Alpinisti Monzesi, in cima al Resegone, dopo 42,195 chilometri esatti. Si parte alle 21.00, si attraversa la notte, si affronta un dislivello di circa 1.000 metri negli ultimi chilometri su un trail esigente. Non è una maratona ordinaria: è una prova di resistenza fisica e mentale, ma soprattutto di coesione. Il traguardo deve essere raggiunto insieme, mantenendo il passo del più lento. Nessuno resta indietro, nessuno va avanti da solo. È la gara che si corre in tre, ma con un cuore solo.

Noi parteciperemo in due squadre miste: Team Montesacro Roma A e Team Montesacro Roma B, ciascuno con due uomini e una donna, come da regolamento.

La Mo.Re. è una gara che ha cresciuto intere generazioni. Sulla strada da Monza fino a Erve si sono alternati nonni, genitori e figli, custodendo una tradizione che attraversa il tempo e le famiglie. I paesini lungo il percorso si animano di residenti che escono a fare il tifo, e quella partecipazione diventa parte della gara stessa.

Il percorso della Monza Resegone

Per noi che arriviamo da Roma, la logistica sarà probabilmente la sfida più complessa: il materiale destinato alla capanna va consegnato in anticipo e verrà trasportato in quota dall’elicottero insieme a quello delle altre 135 squadre al via. Sarà un fine settimana pieno di cose da fare, tranne che dormire.

Ma sappiamo già come andrà: sei amici che si aiutano a vicenda in ogni momento, dal viaggio in auto fino alla salita finale, passando per la Forcella del Pra di Rat. Poi il momento di stringersi la mano, attraversare il ponticello e presentarsi davanti alla sagoma austera della Capanna Alpinisti Monzesi, sotto i flash dei fotografi.

A quel punto il cronometro conterà ancora, ma molto meno di tutto il resto.

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso