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Peppa Randazzo, tornare a correre a sostegno delle donne che affrontano i tumori ginecologici

Il 30 novembre, alla Maratonina dell’Olio Canino DOP, Peppa Randazzo tornerà a correre. Ma la sua gara andrà oltre i 10 chilometri: sarà una corsa di solidarietà, una raccolta fondi per sostenere le donne che affrontano i tumori ginecologici. Una storia di forza, consapevolezza e rinascita.

Quando hai deciso di raccontare la tua storia, immaginavi che sarebbe diventata una testimonianza di coraggio?

«Assolutamente no. All’inizio ero terrorizzata dalla diagnosi e sono sparita dai social. Poi ho cominciato a condividere per cercare informazioni e sostegno. Solo più tardi ho capito che sui tumori ginecologici c’è pochissima informazione, e ho pensato di dare il mio piccolo contributo.»

«All’inizio ho pensato che fosse la fine»

Ricordi la prima cosa che hai pensato al momento della diagnosi?

«Sì, e non è bello da dire: ho pensato che la mia vita fosse arrivata al capolinea. Fino al primo intervento non si capiva bene la situazione, ma era chiaro che fosse qualcosa di molto grave.»

«La speranza è tornata con i primi esami»

C’è stato un momento in cui hai capito che potevi farcela?

«Sì, quando il medico mi ha detto che la terapia stava funzionando. Dopo le prime quattro chemio ho sentito che potevo stringere i denti e andare avanti.»

Cosa ti ha insegnato questa esperienza?

«Che la malattia è una maestra dura ma incredibile. Ti obbliga a guardare in faccia la morte e a capire quanto tempo sprechiamo in sciocchezze. Oggi vivo con più calma, faccio solo ciò che mi fa stare bene e non mi arrabbio più per cose inutili. Sembrano banalità, ma quasi nessuno le mette davvero in pratica.»

Che ruolo ha avuto la corsa nella tua guarigione?

«Non la corsa in sé, ma la maratona. Ogni tappa del mio percorso l’ho paragonata ai 42 km: a metà chemio pensavo “ho passato la mezza”, verso la fine mi dicevo “mancano gli ultimi 195 metri”. È stato un modo per darmi una prospettiva. La mentalità del maratoneta — la capacità di resistere, di stringere i denti — mi ha salvata.»

Com’è stato il primo allenamento dopo le cure?

«Durissimo. Ho neuropatie e danni fisici che forse non passeranno. I primi 500 metri sono stati un incubo, non riuscivo a respirare. Ma non ho mollato. Con tanto rinforzo muscolare e pazienza, ho ricominciato pian piano. Oggi non corro, “corricchio”, ma va bene così.»

Peppa con la sua amica Paola all’edizione romana dell’Hyrox

Cosa rappresenta per te la fatica, dopo tutto?

«La mia essenza. Sono iperattiva da sempre e la fatica mi restituisce sensazioni di gioia e soddisfazione. Anche se il mio corpo non è più quello di prima, è ciò che mi fa sentire viva.»

«Alla Maratonina correrò anche solo camminando»

Come vivi la partecipazione alla Maratonina dell’Olio Canino DOP?

«È un invito che ho accettato con grande entusiasmo. Anche se non so se riuscirò a finirla, ci sarò comunque. Anche solo camminando, ma ci sarò. È importante esserci, perché questa gara unisce sport e solidarietà.»

«Il codice PRESCIA per sostenere il progetto Feeling Nova»

Parte dell’iscrizione sarà devoluta a un progetto per le donne che hanno superato la malattia. Ce ne parli?

«Sì, si chiama Feeling Nova. Non è ancora un’associazione, ma lo diventerà presto. Nasce per aiutare le donne guarite, perché dopo la malattia restano ferite invisibili: il corpo cambia, la paura non passa. Si parla poco del “dopo”, e invece è un periodo delicatissimo. È a loro che voglio dedicare questo impegno.»

«Fare informazione è il mio gesto d’amore»

Correre è per te anche un atto d’amore verso chi sta ancora lottando?

«L’atto d’amore vero è fare informazione. Dei tumori al seno si parla tanto, di quelli ginecologici quasi nulla. Eppure il tumore dell’ovaio è un killer silenzioso. Serve conoscenza, serve prevenzione, serve parlarne.»

«Dedicherò la mia corsa a me stessa»

A chi dedicherai questa gara?

«A me. Perché questa è la mia rinascita, il mio traguardo personale.»

Cosa significa per te “vittoria”?

«Non amo la narrazione del malato come guerriero. Io non ho vinto: sono guarita. E sono stata anche fortunata. La vera forza sta nel fidarsi della scienza, dei medici e di se stessi.»

«Oggi i sogni hanno un sapore diverso»

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

«Vorrei scendere sotto l’ora e 39 in gara, magari tornare a correre una maratona. Ma senza l’ansia di doverlo fare. Se ci riesco bene, se no… va bene lo stesso. Oggi i sogni li vivo con calma, senza fretta.»

🟣 Correre la Maratonina dell’Olio Canino DOP con il codice “PRESCIA”, permetterà di devolvere parte dell’iscrizione al progetto “Feeling Nova”, dedicato alle donne che rinascono dopo la malattia.

Peppa con la sua amica Paola all’edizione romana dell’Hyrox
Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso