mercoledì, Aprile 29, 2026
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A un mese dall’Elbaman 73

Manca un mese esatto all’Elbaman, e mi tornano in mente le parole di un amico che, quando in primavera seppe della mia partecipazione, mi disse: “sei la prova di come andarsela a cercare a ridosso dei 55 anni…”.

Aveva ragione: me la sono andata a cercare. Ma conoscendo bene questa gara, la voglia di rifarla è stata più forte della tentazione di fuggire dalla fatica.

Il triathlon non è uno sport riservato a superuomini o superdonne. Se affrontato con metodo e nel rispetto delle proprie capacità, può diventare una sfida accessibile e appassionante, senza traumi né eccessi. Certo, il nuoto resta lo scoglio principale: richiede tempo per migliorare tecnica, acquaticità e resistenza. Ma bici e corsa offrono margini di allenamento più flessibili e personalizzabili.

Con questa premessa ho deciso di iscrivermi all’Elbaman sulla media distanza. In questi mesi ho raccontato la preparazione da più prospettive: da quella organizzativa, grazie all’eccezionale lavoro della squadra guidata da Marco Scotti, fino all’isola stessa, con i suoi paesi attraversati dalle gare nell’ultimo weekend di settembre.

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Come ripetiamo spesso con il coach Stefano La Cara nelle dirette sui nostri canali Instagram PANDA CORRENTI: “per fare triathlon non ti devi vendere un rene”. Oggi esistono bici adatte a ogni fisico e a ogni portafoglio. Anzi, per me è molto più importante avere una piscina vicino casa che una bici da migliaia di euro: la comodità di poter nuotare regolarmente vale più di qualsiasi componente costoso.

Un altro aspetto decisivo è la pianificazione. Usare un’agenda o un’app di training per incastrare gli allenamenti nei momenti “morti” della giornata permette di vivere il triathlon senza sensi di colpa verso famiglia o lavoro. La chiave è condividere obiettivi e orari con chi ci sta accanto.

Pensare di nuotare 1,9 km, pedalare 90 km e correre una mezza maratona può sembrare impossibile. Ma, come diciamo sempre, una maratona inizia con un giro al parco sotto casa. Passo dopo passo, tanti sono arrivati ai traguardi più belli del mondo.

Ecco perché continuo a ripeterlo: un triathlon sulla distanza di un mezzo Ironman è un’esperienza unica. Per tutta la durata della gara – che siano 6, 7 o 8 ore – non hai distrazioni, solo la tua sfida personale. E te la godi nell’isola più bella del Mediterraneo, che diventa per un giorno il luogo perfetto dove vivere lo sport.

L’insenatura di Marina di Campo all’alba con la partenza della gara
Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso