domenica, Aprile 19, 2026
Home Il Running è una cosa seria Una risata ci supererà…

Una risata ci supererà…

Come l’attore che si traveste da pagliaccio per narrare una storia, anche noi – nei nostri post, commenti e libri – mettiamo in mostra i nostri difetti per raccontare quelli di tutti.

Sveliamo le nostre debolezze perché sappiamo di non essere soli: condividerle le rende più leggere e meno faticose da digerire.

Così come il mio amico Saverio Fattori una volta ha scritto che “l’arma migliore per vivere la narrazione sportiva amatoriale è l’ironia”, anche noi esponiamo i nostri limiti senza farne un dramma, ma anzi sdrammatizzandoli.

Dopo anni di chilometri corsi con pettorale spillato, riscoprire le ragioni profonde che ci spingono a correre diventa un vero lavoro da pagliaccio – ovvero, da chi sa prendersi bonariamente in giro, consapevole di non essere il solo a inciampare.

Raccontare il mondo del running amatoriale non è facile. Occorre scegliere un “campione sociale” – un frammento di umanità che ci circonda – individuarne le fragilità e metterle sotto la lente dell’ironia, ridendoci insieme.

Lo facciamo da sempre sapendo di raccontarci in prima persona, come davanti a uno specchio che restituisce più verità di qualsiasi studio sociologico o articolo di rivista. E infatti, chi legge la rubrica “Il running è una cosa seria” non si riconosce mai completamente: vede negli altri – “nei Fantozzi” che non siamo noi, ma l’amico della squadra accanto, il vicino di casa che ha iniziato a correre, il vecchio campione – quel riflesso della nostra stessa goffaggine.

Perché, come osserva Luca Bizzarri, “i Fantozzi siamo sempre gli altri”: guardare in faccia il declino atletico è difficoltoso, ma ammettere la propria stupidità farebbe davvero troppa fatica.