Cari lettori di Storie Correnti, oggi voglio parlarvi di una esperienza autistica particolare che a volte capita mentre cammino nei miei amati boschi di faggi. Si tratta di una esperienza maestosa e stupefacente che rapisce la mia attenzione in modo totale.
È una cosa meravigliosa che accade di rado: è la pioggia.
La pioggia nel bosco parte da lontano, da quando le nuvole cominciano ad ammassarsi progressivamente in cielo e la luminosità attorno a me si riduce. Questa aria scura che precede la pioggia comunica una imponente sensazione di immanenza. Sembra che qualcosa di potente, inarrestabile, invincibile si stia avvicinando e questo qualcosa è la pioggia.
In pochi istanti l’aria si fa sensibilmente più fredda ed anche più umida mentre comincia a muoversi di una brezza leggera.
In genere, le prime gocce sono sottili e vengono fermate dalle foglie più alte, per cui della pioggia si avverte solo il rumore leggermente lontano.
Quando poi inizia a piovere anche alla base del bosco, la magia raggiunge il suo culmine. Avete mai notato che il rumore della pioggia forte vibra? Non è un rumore continuo, costante ma oscilla di poco in continuo.
È poi un rumore che copre ogni altro piccolo rumore del bosco e catalizza la mia attenzione, la rapisce.
Purtroppo a questo punto bisogna muoversi: aprire gli zaini, prendere i mantelli impermeabili per proteggersi e poi cercare riparo.
Eppure una volta mi piacerebbe restare fermo in piedi sotto la pioggia cercando di tenere tutti i sensi aperti al massimo, per recepire ogni più piccola percezione.
La pioggia è la più immensa magia del bosco.