Domenica 20 settembre si corre a Nettuno il 15° Trofeo Città di Nettuno, una gara che mette insieme una cosa che nel running amatoriale conosciamo bene: la voglia di correre e la possibilità di fare qualcosa di utile anche quando abbiamo semplicemente un pettorale addosso.
La manifestazione è organizzata da APS-S.D. Spiragli di Luce, in collaborazione e con il patrocinio dell’ASD Podistica Solidarietà, e propone una prova competitiva di 10,100 chilometri e una passeggiata non competitiva aperta a tutti.
La partenza è in Piazza Cesare Battisti, davanti al Palazzo Municipale. Il percorso si sviluppa sulle strade di Nettuno, in un contesto cittadino che porta la corsa anche sul lungomare.
Le informazioni che servono
Per chi sta pensando di partecipare, ecco le indicazioni pratiche.
Quando: domenica 20 settembre 2026
Ritrovo: dalle ore 8.00
Partenza: ore 9.30
Dove: Piazza Cesare Battisti, davanti al Palazzo Municipale
Distanza competitiva: 10,100 km
Passeggiata: 5 km
Quota iscrizione: 13 euro
Iscrizioni online: fino a giovedì 17 settembre su ENDU
Iscrizione il giorno della gara: 15 euro, fino a esaurimento pettorali
Ritiro pettorali: domenica dalle 7.30 alle 9.00
Pacco gara: previsto per i primi 500 iscritti.
La competitiva è riservata agli atleti maggiorenni tesserati FIDAL, EPS o RUNCARD, in regola con la certificazione per l’attività agonistica.

Attenzione a un dettaglio che spesso viene sottovalutato: il certificato medico deve essere agonistico per atletica leggera. Non sono validi certificati rilasciati per podismo, corsa, triathlon o altre discipline. E il solo certificato medico non consente di partecipare se non si possiedono i requisiti di tesseramento previsti dal regolamento.
Chi invece vuole semplicemente esserci può scegliere la passeggiata di 5 chilometri, con contributo libero.
Ma perché una gara dovrebbe essere anche una forma di solidarietà?
Perché in questo caso il legame è molto concreto.
Spiragli di Luce opera dal 2006 tra Nettuno e Anzio e lavora per offrire opportunità sportive, educative e sociali a persone con disabilità e a chi vive situazioni di disagio.
Durante l’anno l’associazione organizza attività sportive, tra cui nuoto e pallavolo, ma anche laboratori culturali e percorsi educativi. Tra questi c’è Leggiamo, un progetto realizzato all’Università Civica di Nettuno che utilizza la lettura e l’espressione come strumenti di relazione e inclusione.
Il Trofeo Città di Nettuno serve anche a sostenere queste attività.

Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante per chi corre: il significato della gara non è soltanto quello che succede nei 10 chilometri.
Il pettorale, la partenza, il cronometro, la classifica fanno parte della corsa. Ma dietro quella corsa c’è un’associazione che durante tutto l’anno costruisce occasioni di sport, autonomia e socialità.
Correre insieme, senza inventarsi niente
Nel running amatoriale siamo abituati a parlare di inclusione soprattutto quando una manifestazione mette insieme persone molto diverse tra loro.
Qui il concetto è più semplice: si corre e, contemporaneamente, si sostiene chi attraverso lo sport prova a costruire nuove possibilità.
La presidente e fondatrice di Spiragli di Luce, Elisa Tempestini, riassume così il senso del Trofeo: «Il Trofeo è molto più di una gara: è una festa aperta a tutti, un’occasione per abbattere barriere e correre insieme».
Non serve trasformare questa frase in uno slogan.
Basta guardare cosa succede durante l’anno: istruttori, educatori, volontari e famiglie lavorano perché lo sport diventi uno spazio concreto di relazione e autonomia.
E allora anche quei 10,100 chilometri acquistano un significato diverso.
Non perché correre sia automaticamente un gesto solidale. Non lo è.
Lo diventa quando una gara riesce a finanziare e dare visibilità a un progetto che continua a lavorare quando il traguardo è già stato smontato, i pettorali sono finiti e tutti sono tornati a casa.
Il 20 settembre si corre a Nettuno
Per chi cerca una gara da mettere nel calendario di settembre, il Trofeo Città di Nettuno offre quindi una formula molto semplice: 10,100 km competitivi, una passeggiata di 5 km e una manifestazione costruita intorno a un progetto sociale che esiste tutto l’anno.
Si corre in città, si passa vicino al mare e si corre sapendo che una parte di quello che succede quella mattina serve a sostenere qualcosa che continuerà anche dopo la gara.
Per un podista amatore può essere una buona ragione per aggiungere un pettorale al proprio calendario.
Il tempo finale, invece, ognuno se lo prende come vuole.
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